Rassegna storica del Risorgimento
GRIFEO MIGLIACCIO DI FLORIDA LUCIA
anno
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1935
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pagina
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278
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278 Egildo Gentile
frequenti espressioni riverberavano sul Re stesso una luce placida ed eguale. La storia s'è poco interessata dilei. Ma da quella di Ferdinando IV di Borbone, e proprio dalla sua parte conclusiva, la Duchessa di Floridia non potrà essere cosi facilmente separata . J)
E invero dalle lettere di lei nuova luce si riverbera sulla figura del Re
Ella si tenne completamente assente dagli affari politici. Già per natura, aliena da simili cure, appariva realmente legata all'impegno che narrano le abbia il Re fatto giurare, nello sposarla, di non brigarsi mai degli affari dello Stato. 2) Tuttavia non può dirsi priva d'importanza la parte che ebbe nella vita di re Ferdinando. Fu la sua compagna tra le domestiche mura e fuori; e, come un angelo custode, ne potè spiare e conoscere pensieri ed affetti e talvolta ispirarlo al bene. 3) Lo seguì anche al Congresso di Lubiana, tanto importante per le cose del Regno, e a quello di Verona, e appunto in quei viaggi, quando capitava che si separassero, ei non lasciava passare giorno senza scriverle affettuose lettere, ed ella non si mostrava da meno in tale cura. 4) Principalmente delle lettere che egli scrisse in quei due viaggi alla sua cara Lucia potè il Di Giacomo arricchire il suo volume Lettere di Ferdinando IV alla Duchessa di Floridia.
Molte ne scrisse pure la Duchessa al Re, e parecchi ai Reali Principi e Principesse, 5) ma esse sono andate disperse o perdute, senza lasciare gran rimpianto. Era fatta per ispirare e compiere tante cose buone e belle; ma non per riuscire egualmente interessante nelle sue lettere.
Quelle che ho rinvenute, scritte personalmente da lei con frequenti errori di grammatica ed ortografia e con voci e desinenze del dialetto siciliano, sono dirette a Giuseppe Passantino, impiegato nella Segreteria di Gasa Reale, uomo di sua fiducia, e per la forma letteraria
i) Op. cit., pp. 242-244.
2) Si narra pure che il Re, pensando alla defunta Regina e al ministro Acton, da una parte, e considerando, dall'altra, la nuova compagna e Fallora ministro L De Medici, solesse con soddisfazione esclamare: Che bella cosa! ho una moglie che mi lascia fare tutto quello che voglio, e un ministro che non mi lascia niente da fare. Cfe. LADY MOBGAN, U Italie, Bruxelles 1825, e R. CÀBÀFA, La Floridiana in Napoli Nobilissima* voi. I, pp. 65-68.
3) Lo stesso Colletta non può tacere di un interessante episodio, che rivela la
bontà d'animo della Duchessa. Ella, a preghiera della Marchesa di Mesuraca,
moglie
del colonnello Tupputi, perorò, presso il Re, la grazia pei condannati nella causa detta di Monteforte. Dei trenta condannati a morte solo Morelli e Silvati furono giustiziati. Storia del Reame, Kb. X, cap. 2.
4) Cfr. Diario, 2 gennaio 1821. w Cfr. Diario, 6 gennaio 1821.