Rassegna storica del Risorgimento
1864 ; VENETO ; PADOVA
anno
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1935
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pagina
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305
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Il Convegno di Padova del 30 maggio 1864, ecc. 305
chiarezza e precisione storica un momento dell'impresa che è particolarmente controverso nelle vaghe narrazioni che finora ne furono fatte.
Dopo Sarnico il Partito d'azione non abbandonò affatto il progetto di liberazione del Veneto: cambiò solo il modo di portarlo a compimento.
Non più invasione armata dei volontari garibaldini dal confine-bresciano, ma insurrezione contemporanea all'invasione.
Tale sistema prometteva una maggiore possibilità di riuscita ed apriva la via all'intervento armato del Governo italiano giacché, se i Veneti ed i Trentini insorgevano per loro conto contro il dominio austriaco, era più facile sostenere dinanzi all'Europa il dovere per il Governo e ogni italiano di accorrere ad aiutare i fratelli. Tutto ciò, naturalmente, nei progetti e nei desideri degli uomini che si raggruppavano attorno a Garibaldi ed a Mazzini.
Per portare tale Progetto a buon porto prima cura fu quella di organizzare nelle regioni che sarebbero state teatro degli avvenimenti insurrezionali dei centri di preparazione e di raccolta proprio nei punti strategicamente più importanti ai fini di una guerra di popolo.
Già dal novembre 1862 emissari mazziniani e garibaldini percorsero le regioni venete per riallacciare i contatti spezzati dalle ripercussioni austriache al tentativo di Sarnico *) e per riconoscere sul terreno le linee generali di un piano d'insurrezione.
Nel febbraio 1863 si costituiva a Verona per mezzo di Carlo Sega il primo Gomitato Segreto d'Azione Veneto.
Da allora l'attività dei messi mazziniani e garibaldini fu assai intensa: alla fine di quell'anno esistevano comitati in Vicenza, Treviso, Udine, San Daniele del Friuli, Venezia, Mestre, Rovigo e Padova ove si costituì anche il Comitato Centrale per il Veneto sotto la direzione del ricco possidente israelita Paolo da Zara.
Nuclei organizzati esistevano negli altri minori centri provinciali: ne difettavano invece completamente il Mantovano, il Bellunese ed il
1) Vedi G. TOMAJTJOLI, / tentativi del 1862 per la liberazione delle Venezie e le misure della Polizia austriaca, in Venezia, maggio-luglio 1933, ed anche: G. TOMAJTJOLI, La collaborazione dei Veneti al tentativo di Sarnico e le misure precauzionali della Polizia austriaca (con doc. inediti) in Rivista Letteraria, Udine 1933, fase. 3; e G. TOMAJUOLI, Le ripercussioni fra i Veneti del tentativo di Sarnico, in Bollettino del Museo di Padova, anno 1933.
Per la storia dell'irredentismo istriano, è utile notare che tali emissari si spinsero anche in Istria e in Dalmazia, e del passaggio di uno di questi per Fiume è rimasta traccia negli atti di Polizia. Vedi GINO TOMAJUOLI, La Gazzetta di Fiume*-ed il suo redattore Ercole Razza, in La Rivista Letteraria 1934, n. 4-5, p. 24.
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