Rassegna storica del Risorgimento

1864 ; VENETO ; PADOVA
anno <1935>   pagina <310>
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310 Gino Tomajuóli
contrabbandi, per le spese d'organizzazione e per altro. Alla t epoca il Cadore e Padova chiedevano ciascuno 500 fucili e vesti ' cosa che non possiamo mandare per mancanza di denaro .
...ci troviamo in un bell'imbroglio scriveva Bezzi a Guerzoni il 22 febbraio 1864 siamo compromessi, potremmo fare, ma ci mancano i mezzi. Pippo (Mazzini) mi scrive d'insistere presso il Generale perchè alla metà di marzo intraprenda il viaggio in Inghilterra; egli spera molto, io pure credo ebe farebbe bene e ci leverebbe da un tale imbroglio, perchè il tempo passa e se non abbiamo denaro fra un mese per preoa-rare il tutto ci capiterà addosso il mese di maggio senza essere pronti. Insomma in ogni modo bisogna sortii da questa maledettissima condizione: è quasi un anno che quei dell'interno li contentiamo di chiacchiere, e col mese venturo, ora avvicinan­dosi l'epoca di dover agire, chiedono e con ragione i mezzi necessari, e se non ai pos­sono contentare si stancheranno e si accorgeranno della nostra impotenza. Parlane di questo al Generale e trovate il modo di rimediarvi . *)
La colletta per il Veneto promossa con speciali bollettari dal Comitato centrale unitario, e quella per il Milione di fucili che con­tinuava già dal 1860, non davano gran che: il Comitato di Genova, che pare sovvenzionasse direttamente i Comitati veneti, in un anno versò a Bezzi per le spese d'organizzazione settemila lire. Mazzini mandò da Londra molto di più e continuava a raccogliere conservando le somme per il momento dell'azione.
Quanto raccolgo è destinato al vostro punto scriveva al Bezziil 18 marzo Vivo in terrore per lunga esperienza, del trovarmi, giunto il momento, senza un soldo .2)
Anche i Comitati d'azione veneti raccoglievano denari presso i possidenti3) ma le poche somme ottenute servivano specialmente
i) In BENVENUTI eit. pag. 652.
2) In LOCATELI* MELESI cit., p. 223. Egli dal 28 febbraio all'agosto 1863 spedi a Bezzi 13.568 franchi. Ma le somme veramente inviate da Londra dovet­tero giungere ad una cifra molto maggiore, come si deduce dagli accenni della corrispondenza fra Mazzini e Bezzi. Dall'agosto '63 all'ottobre *64 si spesero 61.432 franchi ivi comprese le 15.000 lire raccolte a Londra in una colletta prò Garibaldi. Ma, con i dati che si posseggono, un computo attendibile è impossibile.
3) Si giovavano allo scopo di lettere del Comitato centrale unitario, od anche firmate da Garibaldi o da Mazzini, secondo la fede politica dell'oblatore. Fra gli Atti austriaci sulla congiura ne è pervenuta una, inedita che qui si riproduce:
Torino 29 aprile (1864) Egregia Signora contessa (probabilmente la contessa Nena Gera di Conegliano; Il gen. Garibaldi non invoca sussidi alla santa impresa della redenzione nazionale, che da quelle anime privilegiate di una virtù quasi eccezionale fra i ricchi: 1 ann g zione del sacrificio; perciò indirizzava la sua preghiera a Lei, benemerita Contw che può citarsi ad esempio di gentile carità di patria. Egli sa che non ha caie invano, non scrivo dunque per la pretesa di aggiungere un eccitamento, aia unica-