Rassegna storica del Risorgimento

1864 ; VENETO ; PADOVA
anno <1935>   pagina <313>
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Il Convegno di Padova del SO maggio 1864, ecc. 313
e trentini, l'Austria non seppe che la pura esistenza dei fatti: gli attori restavano nell'ombra, più inafferrabili di ombre; protetti più che dai loro pseudonimi dalla insipienza della polizia.
Son queste le cause che agirono sfavorevolmente sul Trentino perchè, naturalmente, l'opera del Rossi dovè essere tutta nel differire 1 azione diffondendo nei capi di comitato del Trentino una simulata sfiducia, che quelli ritrasmisero ai loro aderenti i quali erano poi coloro che dovevano azzardare la vita nell'impresa.
Qualcosa del tradimento del Rossi doveva poi essere trapelata, generando un freddo timore di compromettere con se stessi tutta l'opera, prima ancora di iniziare l'insurrezione; sicché nel Trentino tutti, ormai, propendevano a rimandare l'impresa a quando la situazione fosse tornata normale.
Il Comitato centrale adoperò tutti i mezzi a sua disposizione per far rinascere la fiducia nei Trentini. Messi mazziniani Bezzi, Manci, Tranquillini si avvicendarono in quei mesi primaverili in Trentino, rincuorando, esaltandosi nella speranza d'esaltare. Mazzini preparava schemi di proclami da gettare e diffondere nella regione:
...bisogna che il C.(omitato) C.(entrale), giovandosi dell'autorità del capo (di Benedetto Cairoli) indirizzi a 38 e 6 (al Friuli e Trentino) uno scritto ben fatto che, spiegando loro le difficoltà, accenni al modo di superarle in parte
così scriveva al Bezzi il 1 febbraio 1864.*)
Il primo di questi proclami diffuso in tutte le Venezie a cura del Comitato d'azione veneto fu molto probabilmente questo:
Ai Veneti e Trentini.
Eccoci entrati nell'ordine dei fatti, che noi già presentivamo. Le avvisaglie TedescoDanesi preludono a romorosi sconvolgimenti. L'incendio si propagherà perchè dovunque è materia atta a riceverlo; e noi ormai dovendo scegliere tra l'azione e il servaggio, ci terremo all'azione.
Noi non agiremo da soli, perchè al di fuori abbiamo solidali popoli fortissimi; ed in casa nostra le cose si dispongono per modo, che ben possiamo trarre argomento
di salute.
Il Governo Italiano prevede e vuole la guerra contro l'Austria, ma non vuol tentarla primo, per non attirarsi le lagnanze diplomatiche, e per non assumersi tutta quanta la responsabilità del movimento. Il Governo non può che seguire, e seguirà; come non può ammettere che il moto parta dal di fuori al di dentro, né che le bande armate di volontari varchino il confine, senza che un grido d'insurrezione le chiami.
Chi ben rifletta non può pretendere che un governo costituito proceda altrimenti.
i) In Lo CATELLI MILESI cit., p. 220.
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