Rassegna storica del Risorgimento
1864 ; VENETO ; PADOVA
anno
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1935
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pagina
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314
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314 Gino Tomajuoli
Però, prima l'insurrezione, poi Garibaldi coi volontari, poi l'esercito La questione dunque per noi è chiara; noi non possiamo sperare mai r I volmente che il Governo, per proprio impulso, ci tragga di servitù.
Vi ricordate che nel 1859, se l'Austria non commetteva l'errore d'invad la guerra non sarebbe stata. e<
Un grido d'insurrezione, che parta da noi, toglie tutti gli ostacoli. Gli aiuti sono pronti, la natura dei luoghi ne seconda, l'esperienza ne assicur H segnale ne fu dato dal proclama di Garibaldi, proclama che-inteso senz'ir di fazione, non altro domanda agli Italiani se non concordia e azione contro il commi nemico.
Vi annunziamo che il vostro Comitato d'Azione s'è messo d'accordo coi Comi, tati Insurrezionali d'Ungheria e di Galizia, affinchè il moto proceda simultaneo e col Gomitato Centrale Unitario, instituito da Garibaldi. Ancora una volta (ed è forse l'ultima volta che parliamo di preparativi): intendiamoci, ordiniamoci; e, ansie-che emigrare, teniamoci saldi alle nostre terre che dobbiamo rivendicare alla libertà ed alla indipendenza.
Febbraio 1864. Il Comitato d'Azione Veneto1)
L. S.
La minaccia dell'inattività trentina si presentava come uno spettro alla mente di Mazzini:
a Dio faccia che riusciate nelle operazioni, scriveva il 18 marzo a Bezzi, perchè in verità se non facessimo, dopo avere destato colla nostra promessa d'azione un lavoro europeo, saremmo spenti per lungo tempo... .2)
Pochi giorni dopo, su richiesta di Bezzi, gli spediva una Nota pei buoni del Veneto e Trentino . Le linee accluse sono nulla, ma pos~ sono servire a voi e M.(anci) netta corrispondenza....
Nella a Nota rielencava tutti gli elementi che a suo parere rendevano probabile una vittoria della Rivoluzione nella lotta antiati-striaca.
Riaffermava quindi ai Veneti la solidarietà sua e di Garibaldi alla loro azione spiegando per quali ragioni il Governo italiano non poteva aiutare b incoraggiare palesemente il lavoro del Partito d'azione, ed attendeva invece che gli oppressi insorgessero, per poi giustificare la necessità del suo intervento armato di fronte all'Europa.
E continuava così:
c
a La questione sta tutta dunque in mano al paese occupato dall'Austria, w imitando la Polonia, agirà, sarà salvo. La questione diventerà non solamente it* liana, ma europea.
1) In OTTOUNZ cit., p. 350.
2) In LOCÀTEUJ cit., p. 223.