Rassegna storica del Risorgimento

1864 ; VENETO ; PADOVA
anno <1935>   pagina <315>
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H Convegno di Padova del 30 maggio 1864, ecc. 315
Se, non avendone il coraggio, o -indugiando soverchiamente, lascerà sfuggir l'occasione, se lascerà che la questione DanoGermanica si componga e che la Polo­nia cada esaurita per isolamento, le sorti del Veneto e del Trentino saranno servitù per molti lunghi anni. Passata la crisi non potrà sperare iniziativa da alcuno. E l'aspettazione dell'Europa è tale che, se lasciasse sfuggir l'opportunità, scadrebbe tremendamente nell'opinione siccome incapace di libertà.
Gius. Mazzini *)
E in lettere, che frequentissime in quei Jgiorni scriveva ai patrioti che presiedevano i comitati o che potevanogiovare finanziariamente alla congiura, esponeva ripetutamente, gli stessi argomenti ribaden­doli di volta in volta da osservazioni:
Un moto Veneto scriveva ad Enrico Mattia Zuzzi di Codroipo, uno dei 19 friulani che furono dei Mille ed in quei tempi membro eminente del partito d'azione friulano susciterà un tale entusiasmo che il Governo dovrà inevitabil­mente seguire. Se il Governo, timido ed in mano d'inetti, potesse riuscire ad aggior­narlo, sarà trascinato.
Esso sa (della congiura) quindi propositi, nulli in sé, ma che pur sono sintomi a Garibaldi ed a me... .
Nell'ultimo colloquio che io ebbi con Garibaldi (a Londra, nell'aprile) ei si lagnava che non fosse tra voi chi ardisse prendere l'esempio dei briganti del Mezzogiorno: si lagnava che potesse esistere un brigantaggio contro il Governo italiano e non' uno contro il governo austriaco.
Ei mi diceva: Fate che si gettino ad operare in cento, in cinquanta, in venticin­que: sanno che possono contare su di me. 2)
Son questi gli elementi che giovavano anche al Bezzi nella sua corrispondenza con i patrioti veneti e trentini: è molto probabile anche che la Nota di Mazzini letta più sopra gli sia servita per la compi­lazione di un memoriale che fece leggere ad una adunata dei comitati Trentini, tenuta a Mori.
L'adunata aveva lo scopo di tentare di dissipare definitivamente i timori che paralizzavano l'azione dei patrioti trentini, e di definire
1) In LOCATELLI cit., p. 224.
2) In Rivista d'Italia, 1906, giugno, p. 1047. E all'Andreuzzi di San Daniele
scriveva il 26 maggio 1864 I Veneti hanno dimostrato come sieno capaci di
soffrire virilmente; il momento è giunto perchè mostrino che sono capaci anche di agire virilmente. La virtù dei Veneti fu quella di non pensare a se quando l'Italia non era forte abbastanza per pensare ad essi. Il loro errore, oggi che l'Italia è forte, sarebbe quello di credere che l'Italia possa prendere l'iniziativa della guerra all'Austria..... Non vi preoccupate di programma. Il programma è quello che vorranno i Veneti. A me, repubblicano di fede, non è possibile innalzare altro grido che quello di Viva l'Italia! Ma essi, sorgendo, possono innalzare quello che credono più opportuno .
Dalle Memorie deWAndreuzzi cit.