Rassegna storica del Risorgimento
CISALPINA (REPUBBLICA) ; GIORNALISMO
anno
<
1935
>
pagina
<
319
>
U Convegno di Padova del 30 maggio 1864, ecc. 319
trentini, che contiene importantissimi dati sul disegno delle operazioni da attuare allo scoppio del moto e che è anche un censimento delle forze morali e materiali di cui poteva disporre il Trentino.
Promemoria
Armi ci sono, in parte carabine dei cacciatori austrìaci, ed in parte carabine della linea austriaca; c'è pure il completo armamento per 200 uomini,ci sono sessantarevolvers.
Per riunire gli uomini di Rovereto e contorni credo che il luogo più opportuno sia Mori e perciò occuparsi a trovare sin d'ora di formare un deposito per l'armamento di una cinquantina di giovani.
Per i giovani di Trento Valsugana io credo sarà bene concentrarli in un punto come sarebbe Sardagna o Verzano e là formare un deposito per l'armamento di una trentina; a voi tocca decidere o l'uno o l'altro, o un posto qualunque dove ci s possa mettere le armi.
Quei di Val di Non devono senza armi, dalla parte di Sopramonte o Molveno portarsi a Stenico, punto scelto per deposito generale, e per la riunione di tutte le piccole bande in una, per tentare un colpo sulla guarnigione di Tione.
Impossibile sostenersi molti giorni in un posto, bisogna adottare il sistema di guerriglia, gran marcie e concentramenti a posto fisso.
Tutto il dipenderà dalle circostanze (sin d'ora però si può dire che finché non arriverà Garibaldi nel Trentino, non si potrà passare l'Adige), e ciò per aver sempre uno scampo di ritirata. Per fare la guerra per bande l'indispensabile è avere buone guide e che sia bene organizzato lo spionaggio, in modo di sapere tutti i singoli movimenti che farà la truppa.
Nelle città di Trento e di Rovereto e di Riva bisogna pensare ed avere due o tre persone sicure che per il giorno destinato gettino nei caffè o birrerie dove frequentano gli ufficiali delle bombe all'Orsini.
Bisogna pensare ad assegnare in due località il punto di far saltare qualche piccolo ponte sulla strada ferrata, e tagliare in tutte le vallate i fili telegrafici.
Quei di Riva devono pensare a minare nel posto tutta la strada che da Riva conduce a Storo. Ci sarà il medico e tutto l'occorrente, ci saranno pure i denari necessari per pagare giornalmente gli uomini e per il concentramento.
Il tempo stringe, ed è assolutamente indispensabile mettersi in condizione di essere preparati per il mese di maggio, cioè per i primi.
Per ottenere questo dovete spiegare attività, dovete riunire una volta tutti i comitati, cioè quei di Riva, di Trento, di Mezzolombardo, di Rovereto, di Cles e discutere sul da fare, ognuno pensi ad organizzare il nucleo della loro vallata. *)
Ogni comitato dovrebbe farci un rapporto preciso sul numero dei giovani pronti per il primo giorno, non si può contare su quelli che verranno poi, noi dobbiamo contare sul primo nucleo.
Bezzi, Manci, Martini, Tranquillini si porterebbero due o tre giorni prima nell'interno pronti ad unirsi alle bande. In un punto della frontiera vicino a Riva oltre circa 20 giovani trentini che furono già volontarii, si riuniranno al nucleo di Riva la prima notte.
!) I Comitati Trentini si riunirono a tale scopo il 9 maggio a Cles e deci di non insorgere, come si vedrà nelle righe che seguono.