Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; ESERCITO
anno
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1935
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pagina
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321
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Il Convegno di Padova del 30 maggio 1864, ecc. 321
inequivocabile se i tre capi di comitato volessero affermare la loro solidarietà personale all'impresa, alla quale però non potevano partecipare, come regione, per la mancanza d'uomini.
Saremo con voi, cogli nostri uomini si dovrebbe in questo caso intendere con i nostri personali aderenti, assieme ai quali siamo disposti a scendere nel Veneto per sostenere con quei nostri compagni la lotta comune .
Sperando che nuovi e più chiari documenti di parte trentina, o quelli del Comitato centrale unitario se esistono ancora permettano di risolvere la questione, è per ora interessante dimostrare che anche i Comitati del Veneto diffidavano della buona volontà dei Trentini.
Dopo l'ultimo proclama ai Trentini del 23 aprile, Bezzi scrisse al Comitato centrale veneto, risiedente a Padova, di mettersi in relazione con i Comitati trentini per preparare il convegno nel quale si sarebbero censite le forze morali e materiali pronte all'impresa. Sull'argomento l'opinione dei capi delle Venezie è chiaramente espressa da questa lettera del dott. Valerio Catullo di Padova, capo di quel Comitato, al co. Carlo Pellegrini, capo del Comitato di Verona.
Carissimo, mi scrissero quelli di Milano di mettersi in relazione col Co(mitato) Trentino ma io temo che verremo compromessi essendo quelli troppo paurosi, ed in queste faccende ci vogliono risoluzioni forti per potersi mettere francamente. Tutto è pronto, non basta che la parola di convenzione. Cadore, Friuli, ecc., tutti son d'accordo. Arrivò Fi...l) e mi assicurò che le cose andranno in pien'ordine.
Ora non manca che quelli insimuniti del Tren... che non vogliono dare inizio e vogliono mettersi con noi, a che prò ? Fino a tanto che non hanno risoluzioni ferme non acconsentiremo a darci a conoscere. Spedite pure a Mi(lano) che sono contento.
Ricevete una stretta di mano dal vostro sincero amico
Pa(dova) 2-5-64. C.(atullo) . 2)
Il Comitato centrale unitario di fronte al collasso trentino ed ai propositi del Veneto così brutalmente espressi dal Catullo, stabilì
1) Forse è da intendere Figarolli, messo del partito d'azione, più volte segnalato dalla polizia veneziana e trentina che essa cercò di identificare nel commerciante in granaglie Giuseppe sposato ad Angela Uboldi, residente a. Verona. Il Figarolli invece era esule a Milano. Il 3 maggio 1864 la polizia pur riconoscendo che il Figa-rolli era un avversario del Governo e che sua moglie era degli stessi sentimenti, trovava da annotare che a suo carico nulla v'era di sfavorevole. Alti cit., a 1864, n. 318 dal tedesco, inedito. Non è da escludere però che si trattasse invece di Cesare Bonaldi mandato nel Veneto a preparare il convegno di Padova per conto del Comitato centrale unitario, come si vedrà più avanti.
2) In Atti Riservati cit., a. 1864, pezza n. 453. Inedita. Sul dott. Valerio Catullo vedi: G. TOMAJUOLI in Padova, dicembre 1934.
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