Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; ESERCITO
anno
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1935
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pagina
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322
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322 Gino Tomajuoli
di mandare un suo incaricato per riconoscere l'effettivo stato d 11 situazione e per preparare una riunione plenaria dei congiurati deli* Tre Venezie. La scelta cadde sullo studente universitario ventimi t* trenne Giovanni Battista Bonaldi, audacissimo ed ecrauibrato cosa" ratore che, nonostante la giovane età, era a capo del Comitato (Tazio universitario di Padova. *)
Chiamatolo a Milano, Benedetto Cairoli e Bezzi lo istruirono minutamente sul compito affidatogli: doveva infatti percorrere senza destar sospetti le Tre Venezie, sincerarsi criticamente dello stato di cose, e convocare la riunione in Padova, per la notte del 30 maggio in casa del fotografo Antonio Malamann, ardentissimo mazziniano del tutto insospettato dalla polizia. Doveva assicurare i capi ed i membri dei comitati che il Comitato centrale faceva ogni sforzo per sostenere il Veneto ed il Trentino nella suprema ora che s'avvicinava: un suo rappresentante doveva presiedere il convegno: Giuseppe Guer-zoni, che godeva la fiducia sia del Comitato centrale che dei Veneti
Ma una profonda divergenza serpeggiava nel seno stesso del Comitato centrale unitario, le cui ripercussioni sull'andamento della cospirazione venetotrentina non si possono ancora stabilire in tutta la loro ampiezza.
Benedetto Cairoli aveva già iniziato da allora quell'accostamento al Governo moderato che doveva poi farlo divenire ministro del Re: risiedeva abitualmente a Torino e manteneva frequentissimi contatti con gli ambienti politici avversari; nel marzo del 1864, riaccettò di tornare alla Camera con grave disappunto di Mazzini che gliene scrisse.
Certo molta incertezza, se non proprio deliberato proposito, doveva regnare nell'animo suo e di altri membri del Comitato centrale unitario nei riguardi di un moto insurrezionale. La mancanza di mezzi, annullava il vantaggio offerto dal momento politicamente favorevole in Europa; l'intromissione del Re nella congiura, certamente non ignorata dal Cairoli, dava affidamento che la questione veneta sarebbe stata risolta e presto; il senso della responsabilità verso il Paese, appena appena scampato a prove durissime e mortali, doveva logicamente
l) Questo fa fondato al principio del 1864. Oltre il Bonaldi ne dirigevano le sorti Gerardo Stagagnini, forse si chiamava invece Aleardo, che nel '64 frequentava u 2 anno di matematica. La polizia austro-veneta non riuscì mai ad identificarlo precisione nonostante che nel gruppo di studenti mazziniani formanti il w Universitario di Padova si annidasse un confidente studente lui pure come scnv al Luogotenente il Direttore della polizia a proposito proprio dello Stegagoini * cit.t a. 1864, pezze 214 e 211 dal tedesco, inedite*