Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; ESERCITO
anno
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1935
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pagina
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324
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324 Gino Tomajuoli
Già da tempo insistevo perchè fosse mandata persona di loro fiducia
quanto io diceva loro e ciò per levarmi una responsabilità che mi riesc VMlficare
Al ritorno dell'amico Giovanni (Chiassi, mandato contro il desiderio d nT**-
a presiedere l'adunanza padovana) qualora porti notizie nel senso ch'io sera *
notizie ch'io non fabbricai, ma che formulai dal lavoro d'un anno * ffi ,
p . ' c vuc Bono certa
verraimo confermate dagli amici a Giovanni: io sarò felice di dare la mia dinas i
perchè dopo quanto successe l'altra sera è impossibile l'andare d'accordo. Kim che io pure avrò la mia parte di torto, ma quando si tratta del lavoro interno credo di avere tutte le ragioni,
Mi rincresce solo che dopo tante ragazzate che mi fecero fare con quei del-l'interno aggiungono anche questa, che dopo tutto io avevo stabilito con Benedetto presente l'amico Bonaldi che andò all'interno a preparare la riunione ed a annunciare il tuo arrivo, e ch'egli pure aveva fatto sentire a Benedetto di quanta utilità sarebbe stato il tuo viaggio, mentre l'andata di Chiassi poco potea giovare e perchè ria conosciuto e perchè tenuto per troppo freddo. Benedetto era persuaso e ti dico il vero che fu con sommo dispiacere che mi accorsi di essere un'altra volta mistificato. Non so che idea si faranno quei dell'interno dei miei scritti e della mia parola, pazienza sacrifichiamo anche questa sull'altare della concordia; e si che la mia opinione quando si trattava di cose e bisogni dell'interno doveva essere valutata un poco di più essendo il lavoro fatto sino ora nelle mie mani, e fatto dal nucleo di Milano; almeno fossero stati franchi ed avessero detto abbiamo già stabilito che la scelta deve cadere su Giovanni, e non accettiamo nissun altro, ma tante vie tortuose per arrivarci fa poco onore in verità a quei signori. Non è ch'io non abbia tutta la stima che merita Giovanni, anzi lo credo adattatissimo per venire a riferire, ma d'altra parte lo credo poco idoneo per portare una scintilla di calore e sì che avrebbero avuto bisogno; e tu da questo lato avresti potuto giovare moltissimo, e siccome di questo essi erano persuasi, e non volendo accendere un incendio all'interno si accontentano di poter tenere desta quella piccola fiammella che lasciandola senza olio, un giorno o l'altro si spegnerà da sé. Scusami quest.a mia tirata, cosa vuoi sono assai arrabbiato a vedere che non si senta il bisogno da tutti che se il nostro partito dopo tanU proclami che diede fuori, se non fa qualche cosa si suicida per sempre, e che potendo fare tirano fuori la coscienza quando si tratta di animare chi vorrebbe fere... . )
Si ignorano ancora quali istruzioni avesse avute Chiassi per presiedere l'adunata di Padova; quanto si può leggere fra le righe del Bezzi giova però a darcene la sensazione.
Da freddo ed esatto osservatore ed informatore il Chiassi, tornato a Milano, fece la sua relazione in modo sostanzialmente favorevole alle asserzioni del Bezzi. I documenti ufficiali austriaci attestano da parte loro implicitamente ed esplicitamente che lo stato d'animo de popolazione veneta era fortemente scosso dai molto strani aw menti accaduti in Italia durante la primavera: non ultimo il tnontai viaggio in Inghilterra di Garibaldi che tutti sapevano fatto per procn rarsi i fondi necessari al compimento dell'unità. La attività e sopra
I In BENVENUTI cit., p. 652 diretta a Guerzoni il 23 maggio 1864*
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