Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; ESERCITO
anno
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1935
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pagina
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325
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Il Convegno di Padova del 30 maggio 1864, ecc. 325
la vitalità dei Comitati d'azione erano talmente forti che la polizia doveva notarle più volte S specie paragonandole alla ostinata moderazione del partito nazionale, che, preoccupato sino alla mania dello sbandieramento repubblicano già in passato fatto dal Partito d'azione ed ora soffocato dal grido di Unità Italiana , si sforzava semmai di nuocere alla nuova organizzazione col gettare il discredito sui suoi aderenti e col seminare il dubbio sulle sue intenzioni.
Nei giorni precedenti l'adunata l'animazione dei varii comitati veneti e trentini fu vivissima: da ogni città partivano lettere, esortazioni, richieste: la censura le captava, la polizia pare ed è incredibile non le prendeva sul serio.
Un membro del Comitato d'azione di Belluno, Castellani, così scriveva, per esempio, ad Ottolini, membro del comitato di Verona:
Amico, vi avverto che col giorno 30 corr. dovremo trovarci tutti in P. A... che sono già avvertiti da quelli di Mi... Vi sarà anche Fi... ed altri e voi con gli altri, non dubito che vi troverete. Sono stato avvertito da quelli di Mi... ch'è tempo di decidere, coraggio adunque e arrivederci presto al concilio decisivo.
Vosto amico Ca...(stellarli) . 2)
1) Ciò accadde sopratutto a cominciare dall'autunno 1863. È da tener sempre presente che nonostante la incredibile noncuranza dei cospiratori del Partito d'azione per tutto ciò che fosse loro sicurezza personale, la polizia non riusci mai ad identificare sicuramente i cospiratori di molti dei quali conosceva l'attività insurrezionale. La estrema decisione di cui le parveroed eranoanimati i Comitati d'azione le fece ben comprendere che la differenza con i Gomitati moderati era davvero sostanziale: ciò avvenne sopratutto da quando le riusci di intercettare le corrispondenze che parlavano di spedizioni di armi e munizioni e quelle, successive, che accusavano ricevuta della pericolosa mercanzia, nonostante che la intera Polizia lombardoveneta e la gendarmeria fossero state più e più volte mobilitate per fermare i carichi nei loro spostamenti attraverso il Veneto. Una sola volta nel marzo del 1865 le riuscì di mettere le mani su alcune casse di revolvers. Tutto ciò si deduce dagli Atti cit. inediti e in tedesco.
2) In Atti cit. pezza n. 455 inedita. La Polizia giudicava il Castellani (Luigi controllore, di Pieve di Cadore) del tutto innocuo Atti, 1864, n. 1120 dal tedesco.
Ottolini è tale Gaetano 0. commerciante in candele di Verona di anni 57 almeno secondo quanto credeva la polizia, che si meravigliava che un uomo awersis-simo sì ma di temperamento calmo potesse osare tanto.
Alla fine della cospirazione la stessa polizìa capì però che si trattava di suo figlio Patrizio di anni 24, che aveva scontato quell'inverno 1864 un mese di carcere per non essersi presentato alla leva, come ogni buon italiano allora si sentiva in dovere di fare. Era giovane di temperamento molto ardito. In Atti cit., 1864 n. 1100 dal tedesco. Inediti.
Il conte Carlo Pellegrini era capo del comitato di Verona. Assieme agli Ottolini ne facevano parte anche il commerciante Pollorini (molto probabilmente non è un nome vero) Giulio Dondio agente privato, e Gio. Batta Biliani friulano commerciante di zuccheri attivissimo e irreducibile nemico dell'Austria. Atti cit., Rapporto di polizia 7 aprile 1864, inedito, dal tedesco.