Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; ESERCITO
anno <1935>   pagina <326>
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326 Gino Tomajitoli
Sugli ultimi di maggio i congiurati treatini si riunirono n si sa ancora dove e quando per decidere sull'invito ricevuto11 Comitato centrale per l'adunata di Padova: sentendosi sorvegli -dalla polizia, non avendo che da ripetere le ragioni già tante v 1 ! espresse a Milano sulla impossibilità della loro immediata partecipazione all'impresa insurrezionale, non avevano ragione, pensavano di co rere il rischio di insospettire ancor di più la polizia col recarsi tutti a Padova: stabilirono quindi di delegarvi uno dei loro.
Fu questo il garibaldino Alfonso Foradori di Rovereto, scrivano dell'aw. De Boni di quella città e congiurato lui stesso.
E accertato che nessun'altro trentino partecipò al convegno.
La sera del 30 maggio si riunirono in casa del fotografo padovano Malaman *) molti patrioti che accurate indagini mi permettono di citare nella maggior parte.
Presiedeva l'assemblea Giovanni Chiassi, maggiore garibaldino.J) Padova, era rappresentata dal dott. Valerio Catullo, capo di quel comitato; Vicenza e Rovigo dall'imprenditore ferroviario Dionigio Zecchettin di Legnago: Venezia, probabilmente da Giuseppe Mari-noni o da Domenico Ziliotto: Udine ed il Friuli forse dal dott. Antonio Andreuzzi, più probabilmente dal nob. Domenico Barnaba dei Signori di Buja; 3) Trieste da Giusto Muratti (?), Gorizia da un suo delegato; Belluno ed il Cadore dal controllore comunale Castellani: Treviso dal dott. Mattei, poi capo dell'insurrezione nel 1866: Verona dal conte PeDegrini.
!) Era devotissimo a Mazzini con il quale entrò in relazione già dal 1863. La Polizia non lo sospettava minimamente: fu solo nel 1865 che, stabilita su lui una stretta sorveglianza dopo che le inchieste sui moti del Friuli avevano rivelato vaga­mente il suo nome, egli venne arrestato per contrabbando di armi assieme ai Frisotti, farmacisti di Mestre, capi di quel Comitato segreto d'azione.
2) La sua figura è notissima. Da Castiglione dello Stiviere, suo paese natale, egli dirigeva tutti i contrabbandi di armi che dovevano passare il confine m quella zona. Fu più volte nel Veneto per incarichi segreti, assieme o come Giuseppe Guerzooi, anch'egli della bella schiera dei fìdatissimi di Garibaldi.
3) Fu più volte incaricato per la sua grande freddezza nel pericolo e per la ricchezza dei mezzi aviti di cui largamente disponeva a favore dell'agitazione rivolu­zionaria, di missioni presso Mazzini e Garibaldi. , .
La sua più importante fu certo quella del settembre 1864 quando il Comitato d'azione friulano riunito a Villanova di San Daniele del Friuli, lo inviò a Caprera ed a Milano da Cairoli ad avvertirli che i Friulani, certi di essere sorpresi egualmenl dalla polizia, già sulle loro traccie (non era vero; il Barnaba e l'Andreuzzi avevano solo subito nella primavera una perquisizione ma per riflesso alle dichiarazioni un giovane mazziniano arrestato) erano ormai decisi ad insorgere anche senza 1 ai dei Veneti e dei Trentini.