Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; ESERCITO
anno
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1935
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pagina
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328
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328 Gina Tomajuoli
era insuperabile: bastava che gli aderenti stessi dei comitati x
in armi, in piccoli gruppi, perchè lo scopo dell'insurrezione f088e r giunto. La vicinanza immediata di quel territorio al confine bres doveva rincuorare molti, e risolvere in gran parte la effettiva rTan. cata partecipazione della popolazione.
La quale d'altronde non si poteva a priori tacciare di freddezza nazionale, quando tutto, invece, doveva far credere in aiuti e favo-reggiamento.
L'opportunità e la possibilità dell'insurrezione vennero così con. divise da tutto il convegno. Molto più a lungo deve aver agitato i congiurati la questione dell'epoca in cui muovere alla disperata impresa
Per dar modo ai Trentini di risolvere la loro situazione particolare ed ai Veneti di completare la loro preparazione venne, alla fine, deciso di insorgere alla fine d'agosto od ai primi di settembre: si parlò anche con insistenza del 4 settembre. A quell'epoca infatti, specie nelle regioni montane, i raccolti erano compiuti, e la vendemmia ancora lontana non avrebbe assorbito che una parte della popolazione, prevalentemente femminile.
Un successivo convegno avrebbe però fissato definitivamente la data.
Per i primi di giugno i trentini decisero di indire un altro convegno nel quale presumibilmente tutti i capi di comitato ebbero comunicazione delle decisioni prese a Padova e dei collegamenti stabiliti con la cospirazione veneta. *)
E infatti questo uno dei principali obbiettivi raggiunti dal convegno di Padova: quello, cioè, di aver stabilito il coordinamento degli sforzi, prima separati, dei due territori ed il collegamento fra gli uomini destinati ad un'azione comune. Senza contare che le insultanti diffidenze nutrite sino allora dai Veneti per i loro compagni trentini venivano ad essere completamente dissipate.
Stabiliti i collegamenti, il coordinamento e la simultaneità della azione, fatta rinascere la reciproca fiducia, la decisione degli animi
i) La riunione si tenne a Riva il 4 giugno: vi presero parte tutti i delegati dei comitati trentini che ascoltarono la relazione sul viaggio di Foradon fatta a Emilio Candelpergher. Il Foradori pare esibisse all'adunanza dei suoi conterranei due lettere nelle quali i Veneti chiedevano che i Trentini determinassero il numeri degli uomini che le loro provincie potevano gettare nell'insurrezione. Da altri aoi menti inediti si sa che i Trentini risposero in termini di troppo generale consensc sì che si resero necessari altri incontri fra fiduciari veneti e trentini per stabilire fisa mente l'organico delle bande, spostando le eccedenze laddove più forte era 1 impos bilità di procurarsi le persone decise a entrare nella disperata impresa.