Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; ESERCITO
anno
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1935
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pagina
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329
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II Convegno di Padova del 30 maggio 1864, ecc. 329
cominciava a contare come principale elemento di azione, e la con* giura si poteva chiamare a buon diritto, studiata impresa di spiccato carattere militare.
Da Padova tutti i convenuti partirono soddisfatti e decisi.
Se lo scrivevano l'un l'altro i capi dei comitati.
Dionigio Zecchettin scriveva da Vicenza il 2 giugno al Comitato centrale di Milano:
Amico
mi portai in Padova dove vi trovai ano di Rovereto, ed abbiamo inteso le loro intenzioni come pure eglino sono a cognizioni delle nostre.
Quindi non dubito che non si stancheranno delle nostre decisioni.
Desideravano pure che anche noi ci portassimo a Riva, ma non intervenendo voi, abbiamo trovato inutile portarsi colà. Domenica noi pure faremo delle dira... (ostruzioni) e fummo assicurati che anche gli altri faranno del pari.
Se voi foste deciso di portarvi colà, mandate un dispaccio telegrafico, che noi interveniremo e si troveremo tutti uniti alla locanda Trefelino.
Intesi con piacere che Bezzi quanto prima ritornerà costì, mi doleva assai perchè avrebbe (forse: era) mancato ramina del C.(omitato).
Passata la festa vi scriverò.
Addio credetemi vostro sincero amico Vicenza, 2-6-64 . *)
Scriveva il 3 giugno JPaolo Solari di Tione a Milano che
Avendo sentite le buone notizie e la decisione che prese la casa di Padova, spero ed attendo ansiosamente lettere, che li altri si serano messi a fare la speculazione nel nostro senso ... .
E Bezzi con alcune poche parole ci conferma che il risultato del convegno di Padova era conforme al reale spirito che animava anche prima i congiurati scrivendo a Cairoli il 2 giugno:
Caro Benedetto, poiché la relazione fatta da Chiassi sulla seduta tenutasi a Padova il 30 p.p. può aver provato al Comitato che quanto io dicevo era realtà e non illusioni,io sono risoluto di fare ora liberamente quello che mentre mi pesava sul capo il dubbio che intorno ai miei rapporti mostrò sempre d'avere la maggioranza del Comitato, mi son trattenuto di fare in passato . 2)
1) In Aiti Riservati cit., anno 1864, n. 457. Inedita.
2) In BENVENUTI cit. p. 654.
Ma le dimissioni del Bezzi non furono accettate anche perchè egli non insistette nel presentarle. Mazzini, infatti, gli aveva scritto il 10 giugno:
...Vi confesso che non ritengo buona tuttavìa la dimissione. È un lasciare il campo libera all'elemento temporeggiatore. Se il passo è irrevocabile, continuate a lavorare in nome mio: seguitate a cogliere ogni occasione di corrispondere con l'interno. E continuate, come amico e patriota, a consigliare (Benedetto Cairoli) .
In LOCATELI! cit. p. 230. .