Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; ESERCITO
anno <1935>   pagina <331>
immagine non disponibile

H Convegno di Padova del 30 maggio 1864, ecc. 331
versivi di Venezia e delle provincie e predisponesse le misure di polizia adatte pel caso che la cosa avesse veramente un fondamento di verità.
Sopratutto, però, si preoccupasse di accertare il fondamento di verità della straordinaria notizia. Gli sembrava davvero troppo roman­zesco e temerario tenere un convegno rivoluzionario proprio nel cuore del Regno sotto gli occhi della polizia e fra le bianche divise austriache, quando non potevano. mancare ai rivoluzionari veneti le possibilità per recarsi a complottare all'Estero, oltre il Po ed il Mincio. Sino alla metà di maggio il carteggio ufficiale non parlò più del progetto sovver­sivo: e non completamente a torto il Luogotenente ed il Direttore di polizia conclusero che si era dovuto trattare di una delle abituali smargiassate degli uomini che si arrogano la qualifica di membri del Partito d'azione veneto .
Le indagini continuavano: non perchè qualche indizio facesse credere necessario il loro proseguimento, ma perchè essendo ormai in funzione la macchina burocratica, nulla più poteva troncarne il movi­mento fuor che il completo esaurimento della pratica emarginata.
Per le autorità austriache nel Lombardo -Veneto non v'era proba­bilità d'insurrezione per l'anno 1864. Per quanto già da oltre ini anno fosse apparso sulla scena politica veneta il Partito d'azione, esse non sospettavano che la sua preparazione alla insurrezione e la sua diffu­sione fra le masse popolari tanto vantate dai rivoluzionari, fossero invece reali, avessero per scopo un imminente colpo di mano. La cattiva conoscenza che quelle autorità ebbero sempre della vitalità del Partito d'azione impedi loro di prevedere il pericolo là dove era veramente. La Direzione di polizia, specialmente, era ipnotizzata dalle segrete mosse del partito nazionale, o moderato come allora si diceva, ed era propensa ad attribuirgli tutto il merito delle iniziative rivolu­zionarie.
Basti pensare che fu solo dalla fine del 1863 che Luogotenenza e Polizia appresero l'esistenza del Partito nelle Venezie, quando ormai, cioè, tutti i suoi Comitati segreti erano organizzati e vitali, e quando come si vide, grandi quantità d'armi erano state contrabbandate attraverso i fiumi e la costa della bassa friulana, e nelle prealpi friulane esisteva persino una fabbrica di bombe che un apposito servizio irra­diava per tutto il Veneto.
Le autorità austriache contavano molto sulla sorda lotta ingag­giata dal Comitato moderato, contro il nuovo partito che al principio dell'estate 1864 cominciarono a considerare il più forte e pericoloso centro propulsore rivoluzionario.