Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; ESERCITO
anno
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1935
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pagina
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332
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332 Gino Tomajuoli
Per queste ragioni tutte le attenzioni, tutte le forze della n li*j politica erano polarizzate dalla attività, certamente notevole ma attivamente rivoluzionaria, del partito moderato.
Avvenne così che ad ogni annunzio di accresciuto fermento fosse i soli Gomitati nazionali quelli sorvegliati, mentre quelli d'azione sf . givano quasi completamente ad un tempestivo intervento della Poli. zia e delle forze armate.
Come si potrà chiaramente dedurre dal brano seguente tratto da un inedito rapporto di polizia le cognizioni che i poteri austriaci avevano sul partito d'azione nel maggio 1864, alla vigilia cioè del convegno di Padova, erano del tutto elementari.
Come si sa, accanto al partito rivoluzionario costituzionale si è formato il cosiddetto partito d'azione completamente indipendente dal primo e che ha Maz> zini sullo sfondo e Garibaldi ed i suoi seguaci come capi; e che, per quanto persegua l'identico scopo del primo cioè la separazione del Veneto dalla Monarchia è con questo in aperto contrasto sulla scelta dei mezzi e l'epoca dell'azione.
Mentre il primo va completamente d'accordo con il Governo Piemontese ricevendone, come dissi, istruzioni ed ispirazione, e cerca di preparare con ogni mezzo a sua disposizione il terreno adatto a provocare un moto insurrezionale nel solo caso di una guerra con il Piemonte, il partito d'azione vuole ad ogni costo e da solo agire in modo da dare una spinta al Governo Piemontese perchè negli ultimi tempi le possibilità di una iniziativa bellica piemontese sono diventate minori; ciò nella speranza che, in seguito alla pressione delle passioni politiche che si scateneranno od anche in base ad un successo anche solo momentaneo, egli possa trascinarlo nel vortice del movimento.
I ripetuti tentativi fatti da Torino per arrivare ad una fusione fra il Comitato Veneto ed il Partito d'azione sono sempre naufragati, finora.
I due partiti divergono quindi più che mai nei loro fini, mentre non può restare inosservato che il Partito d'azione sviluppa decisamente un'agilità, una energia e forza d'azione molto più forte, tanto che ha già soprawanzato notevolmente il Partito Piemontese... 13!
1) La lotta fra i due partiti era cominciata nell'agosto 1863 con un prodams molto forte del Comitato nazionale contro il sedicente comitato dazione veo (Vedilo in OTTOLUR, Irredentismo veneto e proclami nazionali, in nuovo. Veneto, anno 1916, T. XXXIII, p. 346. avvertiva
Ancora alla fine dell'anno Bazzanella, capo del Comitato di Limone a il conte Pellegrini, capo del Comitato segreto di Verona: State in guardia rati, non parlate di niente con essi perchè potrebbero tutto guastare, m 1864, n. 440. Inedita. f . je partiti
Ma verso la fine dello stesso anno parve che una conciliazione tra edi almeno attraverso i loro comitati che lavoravano nel Veneto sullo stesso fronte alle stesse difficoltà, potesse essere possibile.
Vedi specialmente SOLITRO cit., p. 15 e 48. . natio.
Bezzi scriveva a Guerzoni il 16 dicembre 1863 che ad Udine il tomi, .
naie si portò dal Comitato d'azione, e gli offerse a nome del ministro Peruzs" 1V J