Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; ESERCITO
anno <1935>   pagina <333>
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Il Convegno di Padova del 30 maggio 1864, ecc. 333
Non ho tralasciato di prendere silenziosamente i provvedimenti da adottarsi qualora si verificasse il menomo sintomo di moto popolare facendo subito arrestare le persone note come capi e membri principali di tali comitati rendendole innocue coll'ajlontanamento e con l'arresto, troncando così già dall'inizio la testa al movi­mento.
Tali sintomi precursori, come quelli che si notarono nel 1848-49, non si sono ancora verificati . *)
Ma il Direttore della Polizia non s'era probabilmente accorto che l'agitazione popolare del 1860-66 non poteva in nessun modo parago­narsi a quella gloriosa, ma sconclusionata, del 1848-49. La quale inoltre era stata frutto di pochi centri propulsori, mentre ora, nei primi anni dopo Villafranca, era tutto un popolo che cospirava, sostenuto dall'ap­poggio di un Governo e rinfrancato dalla guida di capi pieni di fascino e di autorità.
E spiegabile quindi che non si credesse alla possibilità di un'azione rivoluzionaria imminente e che tanto meno si potesse dar credito agli
denari ed armi; vedremo se saranno chiacchiere; io credo che Peruzzi voglia avere nelle mani le fila dei nostri comitati per ingannarci, e prova ne sia che a Bagolino la questura di Brescia fa il processo a Bazzanella e Guamieri (capi del comitato-di azione di Limone, incaricato specialmente della trasmissione ai fidati contrabbandieri dei carichi d'armi: alla fine del novembre 63 i due capi si erano trasportati a Bagolino per studiare il modo di far passare un contrabbando di 150 fucili, cosa che riuscì) pel sospetto che abbiano introdotto armi nel Trentino; fortuna che tutto era partito e non trovarono nulla. Da Udine venne uno appositamente per avere istruzione: noi lo mettemmo in avvertenza e gli abbiamo detto di tutto accettare ma di fare in modo che il nostro sia un lavoro a parte e che anche senza esso si possa quando si voglia agire.
Che Bezzi non errasse troppo lo dimostrerebbe la circolare Peruzzi 21 gennaio 1864 alle autorità italiane di confine per la quale erano assolutamente da impedirsi con ogni mezzo le spedizioni d'armi nel Trentino... .
Con tale poca reciproca fiducia non è quindi a meravigliarsi che l'unione da entrambi desiderata, non potesse mai essere raggiunta.
Dal marzo 1864, infatti, i due partiti tornarono ad allontanarsi definitiva­mente, e solo all'epoca dei moti del Friuli ci fu una temporanea collaborazione sugge­rita più che altro da ragioni umanitarie di soccorso ai perseguitati dalla Polizia.
i) In Atti Riservati cit., 1864, n. 1130 dal tedesco. Inedito. Il Direttore di polizia Straub al Luogotenente von Toggenburg.
I provvedimenti ai quali lo Straub allude, consistettero in quello dell arresto preventivo a tempo indeterminato di tutti i pregiudicati politici e neU altro del­l'intimazione del a precetto politico, che corrisponde, oggi, alla libertà vigilata per i pregiudicati. A tale scopo lo Straub aveva fatto compilare dei voluminosis­simi elenchi di tali pregiudicati, che furono tenuti sempre a giorno. Oggi sono natu­ralmente molto preziosi per valutare su una base sicura la reale estensione dello spirito rivoluzionario e la sua suddivisione fra le varie categorie della popolazione. Quelli per le provincie di Venezia, Padova, Vicenza ed Udine furonopubblicati da me in Venezia, Padova, Vicenza e Rivista Letteraria. Già citata nelle pagine pre­cedenti.