Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; ESERCITO
anno
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1935
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pagina
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335
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II Convegno di Padova del 30 maggio 1864, ecc. 335
l'incapacità della propria polizia e la rovinosa svalutazione da loro sempre fatta deFattività dei circoli rivoluzionari veneti.
Lo notava apertamente anche il Pichler in un rapporto diretto al Luogotenente imperiale del Trentino, conte di Hohenwart, un mese dopo il convegno di Padova:
Le autorità del Veneto, alle quali è pervenuta una parte di queste notizie per il tramite del Ministero di Polizia, non vogliono riconoscere la idoneità alla congiura della maggior parte delle persone denunciate come implicate in questo affare di alto tradimento.
Però alcuni importantissimi motivi che qui riassumo mi inducono ad attribuire un alto grado d'importanza alle notizie riguardanti il Veneto da me ricevute. E cioè:
1 perchè le lettere suddette provenienti dal Veneto, concordano pienamente, sia nei dettagli che nel complesso, con le notizie e corrispondenze riguardanti il Tirolo Meridionale le quali sono risultate originali e rispondenti alla verità;
2 perchè alcuni dati risultanti dalle lettere in parola sono confermati da un'altra mia fonte e per di più da un confidente, ben noto all'È. V., e degno della massima fede e della mia diretta approvazione...
3 perchè anche una terza fonte della quale i due confidenti sinora citati non hanno sentore conferma in molti particolari, e specialmente per tutto ciò che riguarda i due convegni di Padova e di Riva, le singole comunicazioni e persino le frasi delle lettere riguardanti questi raduni. *)
Da tutto ciò si comprenderà più facilmente come avvenne che il convegno di Padova venisse negato concordemente da tutte le autorità venete e venisse invece provato per vero da quelle trentine e viennesi, che non avevano mai messo piede nel territorio.
Durante la seconda metà del mese di maggio numerose altre notizie sul progettato convegno pervennero da varie fonti alla polizia veneta.
Inoltre, la Polizia trentina le comunicava copie su copie di lettere scambiate fra i Comitati del Veneto ed il Comitato centrale di Milano e che giungevano al Pichler per mezzo del suo confidente milanese (che era l'archivista del Comitato centrale). Alla Segreteria luogotenenziale, dove confluivano tutte le lettere intercettate dalla censura, si trovarono missive sibilline giacenti senza essere state interpretate già da qualche mese e che chiaramente si sarebbero potute mettere in relazione al prossimo convegno.
La polizia veneta dedusse che se il convegno non sarebbe stata una buffonata cosa alla quale fermamente credeva si sarebbe
l) In Atti cit., anno 1864, Promemoria del consigliere di Polizia Pichlei:i S. E. l'I. R. Consigliere di Corte conte Carlo di Hohenwarth, ecc. . Trento 2 luglio 1864.