Rassegna storica del Risorgimento

UNGHERIA ; LIVORNO ; CUSTOZA
anno <1935>   pagina <347>
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H diario di un granatiere combattente a Custoza, ecc. 347
Ma senza dubbio una assai maggiore importanza presentano queste Memorie , per quanto riguarda la prigionia dei soldati italiani nei varii paesi dell'Impero austro-ungarico. Mi pare, se pur la memoria non mi tradisce, che scarseggino assai documenti di questa specie, che siano cioè piuttosto rare le memorie e i diari di prigionia dei combattenti nelle guerre del Risorgimento, e anzi questa scarsezza o rarità non è minore per la campagna del 1866 ohe fu, come si è già accennato, la più breve tra tutte. Certo, in con­fronto dei pochi fatti d'arme combattuti, gl'Italiani caduti nelle mani del nemico furono allora piuttosto numerosi; ma la loro prigionia si ridusse a poco più di un mese, sicché si può affermare che a molti mancò quasi il tempo di tener un diario, o, se lo avevano iniziato, non pensarono poi valesse la pena di conservarlo.
Non cosi, invece, accadde al granatiere Lombardi, che sino da principio, anzi proprio dall'inizio della campagna, registrò accura­tamente in questo suo modesto libretto le proprie vicende e quelle dei suoi sfortunati compagni. Per questa ragione appunto il suo diario, che è dettato con molta semplicità di pensiero e di forma, acquista una particolare importanza e merita di esser conosciuto. Vi si trovano notizie minute e particolareggiate che invano forse si cerche­rebbero altrove, sia per quanto riguarda il trattamento che i prigionieri italiani incontrarono nei singoli luoghi, sia per quanto si riferisce all'accoglienza che essi ricevettero nei varii paesi della duplice Monar­chia, umana e benevola in Austria, calda fraterna entusiastica in Ungheria (più specialmente a Budapest), fredda, glaciale, se non ostile nella Slavonia e nella Croazia.
Resterebbe a dir qualche cosa dell'autore. Ma non sappiamo di lui se non quanto è detto nello stesso suo diario, cioè che era grana­tiere della la compagnia del 2 reggimento comandata dal tenente Mrroglio di Moncestino. Forse era di una delle provincie settentrio­nali d'Italia e doveva essere un modesto contadino perché nomina in un punto il suo fattore... Forse anche si era arruolato volontario per combattere la terza guerra d'indipendenza: almemo in un altro punto accenna che alcuni (quelli che erano rimasti in paese a leggere i giornali nei caffè ed a passeggiare per le strade) avrebbero potuto dirgli che la prigionia l'aveva voluta e cercata... Naturalmente la sua istruzione doveva essere assai limitata e la forma letteraria del suo diario lascia non poco a desiderare. Ma vi spira, dalla prima all'ultima pagina, una così umile semplicità, un così puro candore, e una così onesta dirittura di carattere che piace e innamora. Voglio