Rassegna storica del Risorgimento
UNGHERIA ; LIVORNO ; CUSTOZA
anno
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1935
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pagina
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348
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348 Ersilio Michel
credere, anche per questo, che i lettori accoglieranno ben v 1 tieri la pubblicazione di questo singolare documento di storia T amor patrio. e
ERSILIO MICHEL
MEMORIE DEL GRANATIERE PIETRO LOMBARDI
H giorno 23 giugno 1866 ad ore 3 antimeridiane, avemmo ordine di disfare l'accampamento situato sopra una collina chiamata Fenile in Volta Mantovana j dono allestito l'equipaggio, ci somministrarono il rancio, indi passandoci in rango e facendoci caricare le armi, mezz'ora dopo prendemmo la via che conduce al Mincio. Giunti che fummo sulla grande pianura di Volta, ci fecero fare un alto di un'ora allo scopo di dar tempo al Corpo del Genio, di ultimare il ponte sul quale dovevamo passale il confine.
Alle 7 antimeridiane precise varcammo il Mincio senza aver trovato nessun osta* colo e dopo averlo oltrepassato di circa un miglio e mezzo, tutta la Divisione venne schierata in ordine di battaglia. Alla vista di quel movimento tutti credemmo di essere di fronte al nemico, ed attendevamo da un momento all'altro l'ordine d'attaccare il fuoco, qualora il nemico non ci avesse a prevenire. Rimasti circa un'ora in tale posizione, ci ordinarono il fascio d'armi, assicurandoci che in quel giorno non v'era probabilità d'una battaglia. Se in quella posizione avesse avuto luogo un combattimento, unico mezzo di salvezza per noi, sarebbe stata la vittoria; in caso diverso, il Mincio che ci stava alle spalle, avrebbe dato tomba a molti essendovi soltanto un ponte come unico passaggio per il suolo lombardo.
Alle 2 antimeridiane del giorno 24, dopo bevuto il brodo della zuppa, la Divisione prese la via di Valeggio, coll'intenzione, come ci venne detto, di fermarci in quel paese Oltrepassato un villaggio poco lungi da Valeggio, cammin facendo, se ntivamo in lontananza il rimbombo del cannone, sicuro indizio di impegnata battaglia. A quel tuono tutti vedemmo la possibilità del concorso della nostra Divisione per prendere parte alla lotta. Difatti a Valeggio non ci fermammo e si continuò la marcia fino ad arnvaw in vista di Villafranca: ivi si vedeva il fuoco delle artiglierie che da due ore facevano fuoco.
Il generale Lamarmora venne ad incontrarci, indicando al generale Brignone di farci occupare la posizione del Monte alla Croce, estrema destra del combattimento. Giunti sul colle, stanchi per le quattordici miglia fatte e mentre ci disponevamo in battaglia, tre colpi di cannone ci avvertirono della presenza del nemico, il quale si trova dietro il colle che ci stava di fronte e non si poteva vedere. Il generale Brignone comandante la mia Divisione, composta di 4 reggimenti Granatieri, mandò per glieria, la quale venne a piazzarsi sul colle e proprio davanti alla mia UmipagJ Tosto che la colonna nemica si pose in vista, i quattro pezzi di cannone cominci il fuoco menando strage nelle file nemiche.
Nelle due ore che il cannone fece fuoco (senza intervallo), noi stavamo gè terra in una posizione che le palle non potevano offenderci, anzi si salutavano cong di : Viva l'Italia 1 Gli ufficiali, all'incontro, stavano in piedi avanti alle compag osservando le mosse del nemico. Così esposti e in tenuta di parata, pia fac