Rassegna storica del Risorgimento
UNGHERIA ; LIVORNO ; CUSTOZA
anno
<
1935
>
pagina
<
350
>
350 Ersilio Michel
ci consegnarono un pane che da tanto che era nero non si poteva mangiare; ma, attesa la diabolica fame, bisognò mangiarlo per forza. Alla mattina del 26 detto ad ore 10 ci fecero partire dall'Anfiteatro per condurci alla stazione, ci dettero un pane come sopra e paga di Fiorino cadauno per due giorni, nel varcare la chtà la popolazione piangeva nel vederci e pensava alla sua cara Patria; arrivando alla stazione (o ferrovia) ci fecero imbarcare sul vapore nei vagoni da bestie ed in 7 ore ci condussero a Bolzano (Tirolo Italiano), dove si alloggiò sotto l'atrio della Stazione accompagnati dai Tirolesi e coricati sopra la paglia.
All'alba del 27 ci misero in rango e ci fecero fare una marcia a piedi di 7 ore fica i monti del Tirolo tedesco, di giorno alloggiati in un magazzino di assi a causa del cielo dubbioso, ed alla notte sulla sponda dell'Adige. Buono ordinario ricevuto dai privati p. ordine superiore, del resto noia perpetua. Durante il viaggio s'offersero viste pittoresche che resero meno pesante il medesimo. Durante la notte una pioggia dirotta ci lavò da capo a piedi, senza poterci cambiare non avendo nessuna libertà.
Il giorno 28 marcia di 4 ore dalla Chiusa fino a Brexis (Bressanone) sempre fra i monti. Popolazione famigliare, bel paese circondato dai monti, viveri in genere cari per la scarsità del suolo coltivabile ; in quanto al vitto come sopra, coricati in un prato. Alla notte un terribile temporale ci lavò a tal segno che fummo costretti ad accendere il fuoco per riscaldarci ed asciugare gli abiti.
Il 29 da Brexis andammo a Sterseng in 8 ore di faticosa marcia, acquartierati in un fienile, ove si riposò sulla paglia: durante il viaggio una tremenda fame mi tormentò a segno tale di farmi dubitare la continuazione del medesimo. La notte si passò meglio della precedente, il viaggio continua fra i monti, il vitto discreto.
Il 30 da Sterzing a Storfel s'impiegarono 6 ore, il viaggio fu migliore del precedente. Il vitto somministratoci fu discreto, la popolazione sempre eguale. La notte si passò in una scuderia coricati come le sorbe. Il Parroco del Paese ci fece dare per suo conto un secondo trattamento.
Finalmente il 10 luglio da Storfel giungemmo ad Innsbruck capitale del Tirolo in 8 ore di viaggio, sempre a piedi e fra i monti più alti. Bella città situata in un bacino bagnata dal fiume Imi. In questa città ci fermammo 3 ore e stante la confusione non si ebbe neppure tempo di mangiare, dipoi ci condussero alla stazione. Nel traversare la città, essendo di festa, c'era la processione e tutta la popolazione ci guardava cessando perfino di dire le preci. Giunti che fummo, c'imbarcarono sul vapore e ci condussero ad Asburgo (passando per queste stazioni: Holbach, Zarvrad, Jcnbach, Rosenheim e Endorf). impiegando nove ore, dopo di che ci fermammo a dormire per quattro ore.
Alla mattina del 2 detto continuammo il viaggio sempre in vapore, passando dalla Baviera in Austria fermandosi a Linz città bagnata dal Danubio. Durante il viaggio avemmo continua pioggia, la popolazione di alcune città ci regalò pane e birra, di poi con fazzoletti ci augurava il buon viaggio. In Linz ricevemmo l'ordinario in una caserma di militari, la più parte dei quali erano Italiani, come pure l'ufficiale che ci accolse bene assediandoci d'interrogazioni.
Al nostro passaggio i cittadini erano sempre stipati nelle vie per vederci; m nessun luogo s'ebbe a rimarcare un insulto se non che buona accoglienza e grande premura di poterci portare quanto si faceva acquistare, non potendo noi allontanarsi dai luoghi destinatici. A quel che pare non solo la popolazione, ma anche la truppa di questa nazione (fino ad ora) ci considerarono nemici fintanto che ci incontrarono colTarmi alla mano, cessate le ostilità, ci trattarono da fratelli.