Rassegna storica del Risorgimento

UNGHERIA ; LIVORNO ; CUSTOZA
anno <1935>   pagina <356>
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Ersilio Michel
paga per 4 giorni, e ad ore 9 pom. ci fecero partire da questo per andare sul vapore chiamato Castro il quale aveva accodato altre 4 barche. NeH'imbarcare vi fa una gran confusione, perché tutti volevano andare avanti; dopo imbarcati si mangiò un poco di pane e andammo a coricarci sopra coperta.
I vapori alla mattina del 21 presero il cammino: questo viaggio fu molto pia­cevole, perché era di ritorno in patria e durante questo il fiume Sava bagnava amene colline e pianure della Turchia che sembra la terra promessa; le case sono fatte a triangolo. Quel poco di bello, e di buono che traspare al mattino, cangiossi nel resto dei giorno in una fittissima pioggia con lampi, tuoni e saette, che ci fu indivisibile compagna per tutto il giorno. Cessata la medesima, si offri a noi una novità, cioè la manna dei pesci, specie di insetti bianchi fatti come le farfalle, ed una grande quan­tità di turchi e turche. La sera ci toccò coricarci sotto coverta ed alla notte la piog­gia mi bagnò che fui costretto ad andare disotto. I vapori s'erano fermati e la mat­tina del 22 ripresero il cammino passando dalla Slavonia alla Croazia lasciando la costa turca e fermandosi a Sisek città bagnata dal nume Sava. Ad ore 5 la pioggia era cessata, ma però non ci fecero sbarcare e fummo costretti a dormire come le notti precedenti parte sopra coverta e parte sotto: in questa notte mi toccò disotto.
Alle ore 10 ant. del 22 ci fecero sbarcare, consegnandoci la paga di 23 soldi, ci condussero alla stazione e ci fecero imbarcare sul vapore, in vagoni discreti. Nel varcare la città per andare alla medesima la popolazione non ci fece nessuna accla­mazione, e ad ore 12 circa il vapore cominciò a camminare. Dopo 2 ore si giunse in Agram capitale della Croazia (passando per Schinih, Gevira e Zaonel).
Magnifica città situata in una collina e circondata da altre alture; qui giunti nessuna acclamazione. Lo stile della costruzione è quello usato da noi, si vedono magnifici palazzi, e vi è una magnifica stazione. Dopo somministratoci il rancio, ci fecero continuare il viaggio, passando dalla Croazia alla Stiria, fermandosi a Hu-biam dove ci fermammo e ci fecero scendere per prendere un poco d'aria : qui si trovò un altro convoglio di prigionieri. Durante il viaggio si offrirono ai nostri occhi magni­fici boschi o fiumi. Della città non vi posso dir niente a motivo che era di notte. Alle ore 1 ant. ricominciammo il viaggio passando dalla Stiria e fermandosi a Cor-mons, ultima stazione che divide il confine. Durante il viaggio si trovò molti soldati austriaci a fare 1* istruzione e parecchi carri con cannoni. Giunti che fummo, ci por­tarono in un magnifico campo, dove erano altri dei nostri e ci somministrarono il rancio di riso e carne. Dipoi ci misero in rango, e ci fecero partire per i confini nostri che erano a Udine. Noi credevamo di montare in vapore; ma, invece, essendo la via ferrata interrotta, bisognò marciare a piedi per circa 7 ore. Ad un terzo della mede­sima ci fecero un poco riposare, in un prato dove v'erano i parpluf a fare gli eser­cizi, di poi continuammo il viaggio. I cittadini ci ricevevano molto bene e da veri fratelli, facendoci trovare al nostro passaggio dell'acqua fresca,unico nostro sollievo. Alle ore 10 pom. finalmente, come Dio volle, si giunse a passare i nostri con­fini, e ci coricammo in terra ringraziando Iddio d'essere giunti a calcare il nostro snolo. Dopo un'ora vennero i nostri superiori a toglierci dalle mani dei Croati per condurci in braccio dei nostri fratelli. Non vi posso descrivere la gioia e la conten­tezza che fu per noi nel rivedere i nostri superiori. Terminata la consegno, ci misero m marcia per Udine, ed i medesimi ufficiali ci condussero sotto la stazione, in capan­noni eretti appositamente. Coricati sopra la paglia, fummo costretti a fare la qua­rantena di 12 giorni, a motivo che, essendo venuti da paesi esteri, dubitavano che ci fosse qualche ammalato.