Rassegna storica del Risorgimento
1847 ; MESSINA ; SICILIA
anno
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1935
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pagina
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358
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358 Appunti, notizie e varietà
sono pur sempre a pagine di cartone, e perciò soggetti a deterioramento. Questa consta* tazione consiglia di sostituire agli album dei mobili a ventaglio a pagine girevoli E ciò verrà fatto Tanno venturo.
6. Ottima prova dà il mobile che contiene lo Schedario dei decorati al valore' h di ferro, a cassette mobili scorrenti su carrello. Massima utilizzazione dello spazio tanto che in quattro metri lineari e in cm. 80 d'altezza sono collocate 96.000 schede di cartone, dello spessore di cm. 1, e con le divisioni e sottodivisioni alfabetiche. Facilità di spostamenti, di aggiunte, ecc.
7. Tappezzerie di stoffa alle pareti.
8. Fondali delle vetrine ricoperti di seta (moire), di satin, o di carta, a seconda del pregio e della natura del materiale.
9. Luce elettrica in parte diretta, in parte riflessa.
10. Tende di seta cruda alle finestre.
11. Giro del pubblico alinea continua, senza ritorni.
12. Cartellinatura degli oggetti, per ora, a cartelli stampati; in seguito si metteranno quelli di bronzo, incisi.
13. Pavimenti a parquets, tenuti puliti con continua fregagione ad olio e a sostanze atte a impedire la polvere. Provvedimento, quest'ultimo, di assoluta necessità perchè il Museo dal 24 maggio al 31 luglio fu visitato da non meno di 200.000 persone.
14. Custodia mista nei giorni festivi, e cioè a mezzo Custodi di ruolo e a mezzo di Vigili urbani, specialmente per regolare l'afflusso del pubblico.
15. La natura del materiale ha consigliato l'adozione delle vetrine in ferro; disegno moderno, alieno però dalle troppo marcate stilizzazioni; praticità, massima utilizza-zione dello spazio. Furono messi in opera molti tabelloni a due facce protette da cristallo, che permettono la rapida sostituzione del materiale (cartaceo) applicato sui fondali di seta o di carta.
ANTONIO MONTI
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NOTA SULL'INSURREZIONE DEL 1<> SETTEMBRE 1847 A MESSINA. -A cura di Giuseppe Pipitene Federico, sono state pubblicate le Memorie Storiche della Rivoluzione di Sicilia 1848-49, opera postuma di Martino Beltrani-Scalia, la quale possiamo leggere per la filiale pietà di Vito Beltrani, figlio dell'autore..
Il libro, importante com'è, e che mi pare tra i migliori di quanti sin qui han visto la luce sopra quel perìodo storico glorioso ma sfortunato per la Sicilia, darà adito a non poche proficue discussioni, delle quali una qui s'accende, che concerne il tenta* rivo di rivoluzione di Messina, del 1 settembre 1847.
Di esso tentativo parla cosi il La Farina: In Messina fu quella insurrezione repressa sul nascere: non più che trenta giovani arditi assalirono le truppe reali, ma dopo qualche ora di fuoco furono dal soperchio de' nemici soprafatti, e costretti a ritirarsi. I fuggitivi trovarono dapertutto ospitalità, conforti ed assistenza. Un proclama del generale Landi addi 8 settembre invitava alla denuncia i cittadini e soggiungeva: * I loro nomi saranno sepolti nelli arcani della polizia, e proporzionata all'utile clic avranno dato sarà la pronta ricompensa . Un altro proclama dava i nomi di Pracamca, Caglia, Restaccia, Miloro, due fratelli Mari, Micali, Santantonio e Sacca, dicendol il * 5* iscritti potranno essere impunemente uccisi, non solamente dalla fona pubblica, ma da qualunque altro, ricevendo li uccisori il premio di ducati 300 per ognuno dei morbanditi, e di ducati 1000 chiunque procederà all'arresto di uno di essi; premio accordato superiormente,*.2) Nessuno denunciò, nessuno stese la mano all'infame
*> V. in FRANCESCO GUARDIONE, Memorie storiche: Il primo settembre 1847 Messina. La rivoluzione del 1848 in Messina, Palermo, Rcber, 1897, pag. 179, il M-**