Rassegna storica del Risorgimento

1847 ; MESSINA ; SICILIA
anno <1935>   pagina <359>
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Appunti, notizie e varietà 359
prezzo del sangue; ed i proscritti, assistiti, protetti, soccorsi ed onorati, uscivano salvi dalla Sicilia. Il governo, che vedeva sottrarsi le vittime quasi da una mano invisibile, per appagare la sua vendetta, moschettò l'infelice Giuseppe Sciva,e condannò a morte l'abate Krimy, il quale dovette a' suoi ordini sacerdotali e all'antico concordato e olla corte di Roma la commutazione della pena. La sentenza, ad eterna infamia de' giudici, notava per prova della reità di costui l'aver egli impedito che un tale Alfio gendarme fosse ucciso dall'insorti, dicendo: Lasciatelo, è prigioniero di guerra.1)
Osserva bene il Beltrani-Scalia: la Storia insegna che assai difficilmente un
movimento insurrezionale può trionfare quando dalla periferia deve portarsi al centro:
insegnamento del quale i nostri padri profittarono nel 1860. Ma qui sorge per lui un
problema: I patriotti di Messina avevano presi accordi con quelli delle altre città di
Sicilia, e di Palermo specialmente, per insorgere il 1 settembre? Che le sicule città
secondarie ignorassero, è evidente. Può dirsi lo stesso della Capitale? L'autore mette
innanzi una serie di dubbii, ai quali non trova risposta decisiva, data la cognizione
dei documenti d'archivio che, com'ei dice, avevasi quand'egli scriveva ;2) si attiene
alla possibilità quando nota, a p. 230: pare che la sommossa, che sarebbe dovuta
scoppiare in Messina il 1 settembre, era conosciuta a Palermo, dove un gruppo di
volenterosi era pronto ad insorgere; e che questo proposito, oppugnato dagli uomini
saggi, non ebbe ad effettuarsi, perchè la notizia della scoppiata sommossa giunse
contemporaneamente all'altra della vittoria delle truppe borboniche .
Il pare va escluso con assolutezza, ed è da affermarsi, in modo perentorio, che i patriotti di Palermo, dato pure che avessero preso accordi, con quei della città del Faro, per una prossima rivoluzione, non seppero preventivamente che quelli di Messina dovevano insorgere il 1 settembre. Costoro si accorsero dell'errore all'ultimo momento; e due emissari furono spediti a Palermo: il calabrese Antonino Patania, non si sa da chi; Giuseppe Merenda, da Antonino Praccanica. Ciò risulta da due documenti, dei quali il secondo, inedito, si conserva da chi scrive come prezioso cimelio: è datato del 9 otto­bre 1852, e fu rilasciato a Marsiglia, dove il valoroso messinese s'era rifugiato dopo il conquasso della rivoluzione siciliana del 1848-49.
Ne H Risorgimento Italiano (fascicolo I, anno VII, gennaio-febbraio 1914) com­parve uno scritto di Rosolino Pilo, da un autografo inedito, intitolato: Esatta cronaca dei fatti avvenuti in Sicilia e preparativi di rivoluzione pria del 12 gennaro 18483) E diretto a Giuseppe La Masa, da Genova, e porta la data del 25 marzo 1852. *)
In esso, a pag. 2 della rivista, si legge: Intanto nel 1847 cominciava il movimento italiano; i popoli della intera penisola, poco più poco meno, trovavansi nella posizione
della Lista di Forbando preparatoria, in data del 30 settembre 1847, sottoscritta dal Maresciallo di campo commissario del Re, con tutte le facoltà dell'alter ego, com­mendatore Salvatore Landi, documento estratto dall'Archivio di Stato di Palermo. La lista vera e propria è preceduta da un editto.
*) Storia della Rivoluzione Siciliana e delle sue relazioni coi governi italiani e stra­nieri - 1848-49, voi. I, pag. 9.
2) Il Beltrani-Scalia paBsò di questa vita addì 10 del febbraio 1909.
3) Dopo il titolo si legge fra parentesi: Non esposti ed omessi a ragion pensata, com'è da credersi, dai Signori La Masa e La Farina sedicenti storici degli avvenimenti del *48 in Sicilia . Ma queste parole non possono essere di Rosolino Pilo.
) Una prima stesura, con molte correzioni, si trova fra le carte Pilo presso la Società Siciliana di Storia Patria.
dei siciliani e quindi in fermento, ansiosi di immutar il loro stato. La Calabria aveva messo fuori grida d'indignazione ed in Cosenza una rivoluzione aveva avuto luogo e sebbene la non sortì felice esito, e molti furono perseguitati, arrestati, fucilati per l'immani ordinanze di un governo militare, ciò nonostante le commozioni politiche