Rassegna storica del Risorgimento

1847 ; MESSINA ; SICILIA
anno <1935>   pagina <360>
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360 Appunti, notizie e varietà
accrebbersi e divampossi anche meglio quel foco che cova vasi nell'intero regno del Bombardatore. Quindi in settembre 1847 alquanti saldi giovani in Messina fecero sventolare il tricolore italiano; però quel moto fu sconsigliato, precoce, poiché non eravi tuttavia l'accordo fra tutte le città di Sicilia e delle Calabrie ed in Messina stessa la popolazione non era stata predisposta ad insorgere, talmente che ad onta di un eroi­smo poco comune mostrato dai liberali in quel fatto, non s'immutarono le cose ed ebbe la truppa il di sopra. Intanto Pannunzio dell' insurrezione di Messina perveniva in Palermo, ed inaspettata alla maggioranza dei liberali, però non appena la sera del due settembre divulgossi la nuova per lo arrivo d'un vapore straordinario, che di un subito in quella stessa sera si pensò da taluni dei buoni liberali a non lasciar sola Mes­sina dato che si verificasse il fatto della rivoluzione; quella giornata medesima s'ebbero delle lettere portate con sommo rischio dal giovane calabrese Antonino Patania le quali erano spedite dai liberali di Messina ai sigg. Salvatore Scibona, Carmelo Agnetta e Principe di Granatelli .
Dopo Granatelli, c'è il richiamo a questa nota sempre di pugno del Pilo: a Anche Merenda, secondo il detto di Giul.,l) partì da Messina il 1 settembre per portare a Palermo Vawiso delVinsurrezione .
Ecco orala dichiarazione di Praccanica:
Certifico io qui sottosegnato che il Sig. Giuseppe Merenda un giorno prima che avesse luogo il primo settembre in Messina, mi portò in mia casa il suo trombone con i corrispondenti cartucci, e ciò per prendere parte attiva nel nostro movimento; io però lo consigliai di partire per Palermo suo paese acciò con la sua presenza si cooperasse a riunire colà le masse onde con il loro braccio appoggiassero il nostro movimento, come in fatti il medesimo parti. 2)
Il presente vaglia per onore del vero.
Marsiglia il 9 ottobre 1852.
A. Praccanica .
Che n'avvenne dei due messaggeri dopo adempiuto scrupolosamente l'incarico ricevuto? Gli occhi di lince della Polizia sepper diloro, e d'entrambi fu ordinato l'arresto. Merenda alloggiava in casa del cognato, Giovanni Giglio.3) H 3 settembre certo Com­missario entrò in una farmacia dei pressi di Piazza Marina,4) e s'informò dell'abita­zione del Giglio. II farmacista mangiò la foglia, e subito avvertì della cosa la famiglia dell'amico Merenda, il quale, li per lì, si pose il cappello in testa, usci di casa, noleggiò una carrozza a sparì. Sopravvenuta la sbirraglia, trovò che l'uccello era volato. Per dove? Non potè mai saperlo, e il latitante, con pregiudizio della sua salute, rimase invisibile fino alla riscossa del 12 gennaio. Il calabrese Antonino Patania, ricercato dalla Polizia, s'ecclissò anche lui: da amici gli fu procurato un imbarco.
PIETRO MERENDA
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UN AUTOGRAFO DI DOMENICO CIRILLO. - Donato alla Biblioteca Comu­nale di Lucerà, ed ivi oggi religiosamente custodito, è un autografo del 1776 di Dome­nico Cirillo. Si tratta di un parere medico sulla questione se gli alberi di noce possano
9 Scrisse il Palamenghi, in una lettera spedita all'autore di queste pagine, chet a cognizione di lui, il Gùd. indicato sia il [Giuliana, patriotta Messinese.
*) Il 1 settembre, con regolare passaporto, rilasciato io stesso giorno. Giunse m Palermo la sera del 2, sul piroscafo di ferro II Capri.
*) Carbonaro del 1820; massone più tardi.
*) Forse in quella di Gaetano Cricchio, il quale venne arrestato più tardi.