Rassegna storica del Risorgimento

1847 ; MESSINA ; SICILIA
anno <1935>   pagina <364>
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364 Libri e periodici
Pochi anni dopo il Pingaud (Les hommes d'Eva de la R. Italienne. Paria 19H p. 228) in base a chiarificatrici ricerche negli archivi di Parigi e di Vienna veniva in qualche modo a dare ragione alla tesi del Casini concludendo che il Primo Con­sole convocò i comizi lionesi non tanto per imporre all'assemblea ì propri voleri quanto per ricavare dalle consultazioni con i più autorevoli convenati della mede­sima i nomi di coloro che più. sarebbero stati idonei a reggere il governo dell'auspi­cata Repubblica italiana.
Ma anche questa volta nessuno si curò di approfondire in questo senso il campo delle ricerche. Oggi però tale nobile assunto può dirsi pienamente assolto per opera del senatore Ugo Da Como, il quale dopo anni di ostinate quanto silenziose indagini archivistiche condotte ovunque vi fosse speranza di raccogliere nuovi elementi di fatto, riuscì a ricomporre così felicemente le disiecta membra di quel tipico evento in un corpo solo da far si che il dramma segreto vissuto da quel mezzo migliaio di Ita­liani convenuti nel crudo inverno dell'anno IX a Lione in cerca di una patria libera ed indipendente mai ne apparve più. vivo, più vero e perciò più grande, malgrado gli studiati silenzi di chi vi partecipò sacrificando al genius loci ogni suo personale con­vincimento e i tragici contrasti di tendenze e d'interessi di grappo ben di rado affio­ranti dalle addomesticate pagine dei verbali delle tornate che condussero al realistico, quanto patriottico compromesso tra la temibile opposizione antibonapartista e la parte più moderata dell'Assemblea, di far convergere nel nome del Melzi quelle aspirazioni unitarie che il nuovo clima storico se non apertamente denegava rendeva almeno per il momento inattuabili.
Tatto ciò bene emerge dalla lettura del primo volume, testé uscito negli Atti delle Assemblee costituzionali italiane, di questa nuova e meritoria fatica del senatore Da Como, che comprende 769 documenti inclusi tra il 2 giugno del 1798 ed il 21 dicem­bre 1801 oltre ad una serrata quanto panoramica notizia sulle fonti edite ed inedite messe a contributo con rara sagacia, da cui apprendiamo che l'opera meritoria con­sterà oltre che del presente volume di altri due di pari mole contenenti i verbali delle sedute lionesi con le relative osservazioni; le varie testimonianze del tempo ed in fine un nutrito commento storico agli avvenimenti, dal quale siamo certi bene emergeranno le cause degli essenziali dissensi tra l'unitario Aldini e il federalista Melzi non che quelle che determinarono e l'opposizione e il volontario scioglimento di quel partito antibonapartista, che dal suo centro di azione di Bologna prima e dopo i Comizi di Lione tanti sonni turbò e alle autorità cisalpine ed a quelle fran­cesi. (PINGATJD, op. ci!., pp. 187-93).
RENATO SÒHIGA
GIULIO NATALI, I giorni e le opere di Giosuè Carducci; Roma, Signorelli, 1935-XIII, in 8, pp. 204.
Noi pensiamo che non sia possibile dire in più brevi pagine, e con tanta sunpa-tia e reverenza, non disgiunte da un'assoluta indipendenza di giudizio valutativo e critico, della vita e delle opere di Giosuè Carducci, che è salutato con le parole d'Italia grande antica - l'ultimo vate, viene . . j
La copia ricchissima di notizie accennate rapidamente ma con scrupolosa preci­sione, gli innumerevoli riferimenti a pagine autobiografiche, o ad altre prose, od alle poesie, le frequenti citazioni di testimonianze essenziali di altri biografi e critici del­l'opera carducciana, e la stessa maniera narrativa che si mantiene lontana da ogni ridondanza ed è rigorosamente piegata alla legge della sobrietà, ci indurrebbero a considerare il lavoro del Natali quasi come uno schema ampio e ben curato da col trarre poi un'opera in più volumi. Ed invero, a compiere una simile impresa, questo libro sarebbe una impareggiabile guida.