Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA
anno <1935>   pagina <379>
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IL DISCORSO DI BOLOGNA
Altezza Reale, Signori,
Per la terza volta consecutiva nella sua vita fascista il Regio Istituto per la Storia del Risorgimento ha l'onore di vedere inaugurati i lavori del suo annuale Congresso da Vostra Altezza Reale, Principe Erede, condottiero del domani. Onore ed orgoglio, perchè questa annuale Rassegna di studi storici è chiamata a dar conto delle fatiche, degli sforzi animati dalla passione che in ogni parte della penisola si compiono per la conquista della coscienza unitaria d'Italia. Storia viva di un impero che nasce, perchè la ricerca delle scaturigini di questo futuro che si affaccia come un'aurora crea ed illumina ogni giorno di più la incrollabile certezza che il Risorgimento non è cosa morta o soltanto studiata, ma è stona che si fa.
Dalla materia documentaria che sta nelle cartelle degli archivi e nelle teche dei musei esce come una fiumana incan­descente che assume tosto un volto di futuro aderendo alla vita di oggi.
Sulla Unità, che i padri videro e costruirono in una atmo­sfera di miracolo e con gli occhi fissi alla luce incorruttibile di Roma, si è oggi creata una civiltà nuova, solidamente radi­cata nel ceppo indistruttibile della nostra storia ed al tempo stesso fervida di fermenti gagliardi: la civiltà fascista. Dalla coscienza de} popolo e dal genio romano di un Capo fondatore della unità spirituale più compatta del granito è nata questa civiltà, che alla prova nell'ora più grave dimostra nel suo incon­fondibile stile una serenità maschia veramente degna di Roma.
Il fulcro di questa Unità, il suo lievito, la sua spinta, l'anima sua ebbe un processo creativo durato oltre due secoli. Il Risorgimento, che a questo processo creativo dà il nome,