Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; MENCACCI PAOLO
anno
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1935
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pagina
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393
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La raccolta storica Mencacci dell'Archivio Vaticano 393
a Pesaro, a Perugia, a Spoleto, a Castelfidardo, ad Ancona, gli indirizzi di sudditanza e di devozione a Pio IX,1) gli appelli dei cattolici italiani alle Potenze ed alle Nazioni d'Europa , perché sia posto un termine alla politica rivoluzionaria, alle usurpazioni piemontesi, alla persecuzione contro la Santa Sede, e perchè siano riposti sul trono i princìpi spodestati.2) Nella serie borbonica, anche più ricca, non mancano fogli e documenti relativi agli anni precedenti; ma molto più copiosi e interessanti sono quelli che riguardano i fatti del 1860 in Napoli e in Sicilia, l'assedio e la difesa di Gaeta, le ultime resistenze borboniche, le gesta dei capi banda nelle varie provincie napoletane, Fazione degli emigrati borbonici che numerosi si erano stabiliti in Roma attorno al loro ultimo re. 3) Vi si trovano, tra gli altri, varii bollettini del Comitato dell' Ordine pei primi mesi del 1860, la protesta dei cittadini di Noto, 23 maggio 1860, contro il proclama del marchese Giovanni Rodriguez, comandante borbonico della provincia, la circolare di Antonino Mon-teforte, governatore del distretto di Siracusa, diramata il 15 giugno 1860 ai comuni di sua tutela ( ... ricordiamo di esser chiamati a vita nuova e a prove solenni... che l'ora dei sacrifizi non è finita... ). Ma più importanti, per le ragioni già addotte, sono i fogli e i documenti di carattere legittimista, come il proclama di re Francesco II, da Gaeta, 8 dicembre 1860, ai Popoli delle Due Sicilie 4); la lettera del visconte De Rorthays di S. Hilaire, Roma 10 settembre 1861, al barone Ricasoli, in difesa del movimento realista borbonico nelle provincie meridionali; il manifesto di L. A. Chiavone, comandante in capo delle bande bor-
*) Vi sono, fra gli altri, un indirizzo degli studenti dell'università di Roma ai compagni delle università di Perugia e di Macerata, Roma 2 giugno 1861, per dichiararsi assolutamente avversi a compiere atti di ribellione contro il loro legittimo sovrano, e un Coro di 100 voci che i Romani offrono al loro dilettissimo Pontefice Re nel mese di ottobre 1861. Parole del sig. abate Mariano Mattioni, d'Ancona, musicato espressamente dall'abate Nazzareno Rosati, cappellano cantore pontificio .
2) In uno di questi appelli, in data Torino 20 luglio 1861, si rivolgeva questo espresso invito alle grandi Potenze: ... Deponete le diplomatiche convenienze, impugnate le armi contro i perturbatori della pace europea! .
3) Nella biografìa di Paolo Mencacci scritta da Carlo Santucci (che è unita a questi documenti) è detto che fa proprio re Francesco II, dimorante allora in Roma a Palazzo Farnese, che esortò il Mencacci a scrivere le sue Memorie documentate per la storia della Rivoluzione italiana: è quindi assai probabile che lo stesso sovrano spodestato fornisse allo scrittore molte di queste carte e documenti.
4) ... Non i miei sudditi mi hanno combattuto... non mi strappano il regno le discordie intestine... mi vince l'ingiustificabile invasione di un nemico straniero... Invece di libere istituzioni, impera la più sfrenata dittatura... Le finanze rovinate... le prigioni piene di sospetti... C'è un rimedio: la concordia, la risoluzione, la fede nello avvenire... Unitevi intorno al trono dei vostri padri... Preghiamo il sommo Iddio e la invitta Immacolata protettrice speciale del nostro paese... .
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