Rassegna storica del Risorgimento

PIO LUIGI ; GIACOBINI
anno <1935>   pagina <396>
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DA DIPLOMATICO A GIACOBINO
LA VITA DI LUIGI PIO ATTRAVERSO IL SUO CARTEGGIO INEDITO
In un pamphlet contro di lui, del quale si dovrà parlare più. innanzi don Luigi Pio è detto di Comacchio, anzi di Comactio; pare, invece, che fosse napoletano; quale, ad ogni modo, divenne di elezione. Iniziò il suo servizio come ufficiale nella Rea! segreteria di Stato delle due Sicilie* percorse la carriera diplomatica come rappresentante di Ferdinando IV; continuò, nella sua permanenza a Parigi, la tradizione dello spirito napole­tano che aveva avuto i suoi più insigni esempi nell'abate Galiani e nel marchese Caracciolo; preso nel vortice della rivoluzione francese, abban­donò una posizione sociale che era delle migliori, per farsi giacobino e seguire le sorti di Marat, prima, poi di Robespierre; scampò, per mira* colo, alla ghigliottina; finì la sua vita avventurosa in quell'oblio che, diceva de Boufflers est une seconde mort que les grandes àmes craignent plus que la première .
Nonostante che la parte colta dei sudditi guardasse con tanta sim­patia a Parigi ed ai francesi, nonostante che le due regine fossero sorelle e che i due sovrani appartenessero entrambi alla medesima casa di Borbone, i rapporti diplomatici tra Napoli e Parigi, alla fine del '700, erano dei più riservati. Riusciti vani i ripetuti tentativi del visconte de Choiseul, rappresentante della Francia a Napoli, perchè Ferdinando IV partecipasse al Patto di famiglia , la grande alleanza che l'ambascia­tore francese aveva conchiuso nel 1761 con il regno di Spagna, i succes­sori dello Choiseul s'erano trovati innanzi a difficoltà di ogni genere. Gli incidenti diplomatici erano all'ordine del giorno: il barone di Talley-rand, inviato francese a Napoli, e, dopo di lui il marchese di Glermont, da una parte, ed il marchese Caracciolo, ministro napoletano a Parigi, dall'altra, non potevano certo dire di dormire sonni tranquilli, nella direzione di ambasciate placide e quiete. Questa la situazione politica, questo lo stato degli animi, quando, nel marzo del 1781, Luigi Pio giunse a Parigi con la carica di segretario di legazione, in sostituzione di Cristoforo Perez, che, a giudicare da ciò che di lui diceva il marchese Caracciolo, e non sapeva far nulla e non faceva nulla.
Quali erano, invece, i sentimenti del nuovo segretario? Era stato un bene inviare a Parigi un giovane conosciuto come vago di spirito e di aneddotti brillanti, imbevuto di teorie, se non proprio rivoluzionarie,