Rassegna storica del Risorgimento

PIO LUIGI ; GIACOBINI
anno <1935>   pagina <398>
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398 Alessandro Cutolo
che, per la sua carica di direttore generale delle finanze, era il punto di mira di tutti gli odi e di tutte le speranze della nazione. Di famoso direttore generale delle finanze, Necker, scriveva il Pio sin dalla sua prima lettera, inviata il primo di maggio trovasi in circostanze un po' critiche, malgrado tutta la buona grazia del sovrano, ed il
22 ne comunicava le dimissioni, aggiungendo che n'era derivato tanto fermento,
e particolarmente nel basso popolo di cui Necker era V idolo, che rappresentandosi al teatro della Comedia Francese La panie de chasse de Henry IV, quando il re dice a M. SuHy che gli perdona et quHl a pensé tre mille fois lejouet et la vietane des com-pìots de ses meilleurs amis, si sollevò tutto il teatro, ed una voce gridò più volte e OuL Sire, Von vous a trompé .
Il Pio valutava bene, da buon diplomatico, tutta la portata del licenziamento del Necker; il popolo, egli lo vedeva, non protestava pei l'allontanamento di un ministro del re, ma per la disgrazia nella quale era caduto un uomo che, pubblicando nel febbraio quel Rendiconto che era andato a ruba, aveva riconosciuto, implicitamente, al popolo il diritto di non ignorare il vero stato delle finanze nazionali.
Il grande oggetto che in questi giorni occupa i parigini scriveva il 14 agosto
si è l'editto delle nuove imposizioni, che ieri è comparso alla luce ; la gente......
del bon ton mette in ridicolo le frasi e fa delle canzoni, ma i poveri piangono! .
Luigi Pio non è già più il freddo diplomatico spettatore degli avve­nimenti che si svolgono sotto i suoi occhi. La grande passione che comin­cia a sconvolgere la Francia non lascia indifferente quel cuore, ed è questa passione di un popolo miserabile e dolente che egli racconta a Napoli, sperando in una chimera irrealizzabile, tentando, cioè di convin­cere il ministro degli Esteri, marchese della Sambuca, della santità di quel movimento, ed illudendosi che la corte avrebbe dimenticato parentele, colleganza, tutto, innanzi alla bellezza di quell'agitazione. Luigi Pio si trasforma in accusatore della corte di Luigi XVI che anche egli incomincia a disprezzare: ora, per corroborare le sue asserzioni, ra perfino tesoro delle infinite satire che pullulano a Parigi. Alla lettera del
23 ottobre, con la quale dà notizia della nascita del Delfino, è allegato un atroce pamphlet sulla paternità del neonato, un pamphlet che colpisce non più le debolezze, ma la morale stessa della sorella della sua regina; e da quel giorno tutte le lettere ufficiali sono riempite di notizie sugli intrighi, le ingiustizie, i favoritismi, le frivolezze della regina e di quella corte, che ora il Pio ama dipingere nella fosca luce nella quale la rappre­sentano gazzettieri e tribuni.