Rassegna storica del Risorgimento

PIO LUIGI ; GIACOBINI
anno <1935>   pagina <400>
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400 Alessandro Cutolo
improprio e biasimevole e sì poco conveniente a que' rapporti di sanim e di amicizia che la corte di Napoli voleva mantenere, nel comune interesse, con quella di Francia. Il re, concludeva con un tono sempre più irato il marchese della Sambuca, aveva ordinato di partecipare al Pio i Sovrani sensi di disgusto e di disapprovazione del suo operare perchè egli, per l'avvenire, migliorasse la sua condotta per non dar motivo a ben fondate doglianze e procurando di cattivarsi la stima e la benevolenza della corte.
A questa lettera Luigi Pio, rispose domandando umilmente per­dono a Sua Maestà ed attribuendo al troppo zelo nel Real servizio quegli eccessi per i quali aveva attirato senza saperlo la Reale indigna­zione sul suo capo.
La questione si fermò qui per il momento. H Pio continuò ad infor­mare, come prima, il suo ministro degli avvenimenti francesi, ma divenne più accorto nel celare i propri sentimenti. L'animo, però, non era mutato e, nonostante tutta la buona volontà, gli faceva colorire, di tempo in tempo, con qualche frase imprudente, la prosa ufficiale della corrispon­denza diplomatica.
Si atteneva, per esempio alle istruzioni che gli erano state tra­smesse, quando F8 febbraio del 1782 scriveva,
La regina entrando in Parigi il 21 non è stata punto contenta dell'accoglienza del popolo; non si è inteso un solo vive la Heine . H Re è stato più festeggiato e pre­tendono che ciò derrvijdalla troppa inclinazione che la Regina marca alle spese..... ?
Ma, in genere, il Pio voleva salvare le apparenze e curava di rifarsi, tutte le volte che lo poteva, quella riputazione che la lettera del signor de Yergennes aveva un poco scossa. Vi riuscì bene quando dovette smentire le voci che correvano sufl'attacca mento di Ferdi­nando IV alla Massoneria.
Un libercolo col titolo di a Mercure de France in un articolo che riguardava Napoli, aveva dato motivo ad una sorpresa quasi univer­sale ed ad infinite domande per riguardo ai così detti Francs
Macons . 11 Pio aveva smentito le espressioni della Gazzetta assi­curando che il re aveva a imposto perpetuo silenzio alla causa dei Francs Macons ma i parigini continuavano a meravigliarsi della circostanza che Ferdinando IV avesse ordinato l'annullamento del processo contro ì Liberi Muratori, specie ricordando Faccanirnento con il quale il Tanucci, aveva istruito il processo, ubbidendo, si comprendeva di leggieri, a precise disposizioni di Madrid. Tanto più l'incredibile notizia si prestava ai commenti, in quanto la massoneria francese toccava, quei gionn, u