Rassegna storica del Risorgimento
PIO LUIGI ; GIACOBINI
anno
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1935
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pagina
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401
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Da diplomatico a giacobino 401
maggior fulgore, e la loggia des Neuf Soeurs raccoglieva quanto di meglio potesse vantare Parigi nelle arti e nelle scienze.
Ferdinando IV, spinto principalmente da Maria Carolina, s'era mostrato generoso con la Massoneria, ma non amava che dell'accaduto si facesse rumore e specie a Parigi, perchè temeva, e non a torto, che il padre da Madrid gli facesse notare il chiasso destato in Europa dal suo precipitoso agire. Luigi Pio, perciò, smentendo le asserzioni del Mercure de France, venne incontro ai desideri di lui, tanto che il re gli fece seri* vere (16 aprile del 1782) che ne approvava pienamente l'operato e gli era grato di aver lavorato tanto avvedutamente.
Da quel giorno la corrispondenza del segretario dell'ambasciata prosegue monotona. Sempre notizie sulle varie crisi dei ministeri, sulla scarsezza del danaro, su un mondo che, al dire dei conservatori, marciava verso la rovina. Pure, frammezzo a tanta noiosa prosa ufficiale, compare, di tempo in tempo, l'aneddoto piccante e la vivace pennellata di colore. Senonchè il corrispondente del marchese della Sambuca non gli trasmetteva, novello abate Galiani, queste noterelle, non indispensabili all'informazione diplomatica, per il bisogno innato in un animo d'artista di cogliere il comico ed il grottesco delle situazioni. Queste divagazioni ci sono, invece, prova che sotto la cenere sparsa dal ministro nel fuoco del cuore di Luigi Pio, covava un incendio. Un animo appassionato seguiva, con mal celata ansietà, i movimenti che preannunziavano la rivoluzione; Luigi Pio ancora sperava di comunicare al cuore del marchese della Sambuca la sua passione, una passione che, attraverso il ministro, doveva attingere la coscienza della regina e farle scegliere, tra un mondo in isfacelo ed un altro, secondo lui, in ascesa, quello da tener presente nel dirigere, verso un avvenire ritenuto più luminoso, le sorti del regno delle due Sicilie. Ed ecco che il 25 febbraio del 1783 racconta che a Parigi si parla molto di una giovane donna, moglie del brigadiere de Belsunce e si pretende che abbia avuto l'onore di cenare testa a testa col re ; eccolo raccogliere, il 5 agosto, la voce che la malattia del ministro Amelot fosse da attribuire alle numerose conferenze accordate alle donne di teatro ; eccolo, infine, 1*11 di marzo dell'anno seguente, quasi dimentico della severa parola inviatagli un giorno dal marchese della Sambuca, tirare di nuovo in ballo la regina.
Era lungo tempo che in questa capitale non si erano date tante feste e tanti balli, egli scrive come nel passato carnevale. Il più distinto fa quello dato dal duca di Coigny, primo cavallerizzo del Re, il lunedi grasso, che fa preceduto da una gran cena. La Regina vi assistette con tutta la famiglia reale, eccettuata madame d'Artois. Il giuoco regna dappertutto furiosamente. Si conta che al gioco del Krebs
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