Rassegna storica del Risorgimento
PIO LUIGI ; GIACOBINI
anno
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1935
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pagina
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402
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402 Alessandro Cutolo
non solo in Versailles ma in casa del Real Conte di Artois in questa capitale al suo ti * vato detto Le Tempie e pare anche al ballo suddetto di M. de Coigny, la Reei abbia perduto, in differenti serate, la somma nientemeno che di ventitremila luigi' In questa maniera somministra una bella occasione al Ministro delle Finanze di far la corte alla Maestà sua, riempendo un vuoto di tal sorta. Questo Ministro che non godeva troppo la simpatia della sovrana, saprà ora meritarla! .
I mesi, frattanto, si succedevano ai mesi, e l'osservatorio diveniva di giorno in giorno più interessante per il Pio, il quale rimaneva pur sempre l'incaricato d'affari, perchè il nuovo titolare, il conte Pigna telli, non solo era quasi sempre assente da Parigi, ma non aveva, oltre a ciò, le qualità necessarie ad un diplomatico, in quel tempestoso momento,
H povero segretario dell'ambasciata, che non avrebbe lasciata Parigi per nessun'altra sede, era però angustiato dalla enorme scarsezza di danaro. Il lusso, nonostante le difficoltà economiche della nazione, regnava più che mai smodato, ed il povero Pio, che per la sua posizione sociale era costretto a mantenersi in un gran decoro, non solo s'accorgeva ogni giorno che le spese superavano le entrate, ma vedeva profilarsi all'orizzonte una vera tragedia finanziaria. Ed allora si rivolse al marchese della Sambuca e gli scrisse.
Trovomi nelle maggiori angustie da che è partito da questa capitale il conte Pigna-
telli e che sono rimasto incaricato di affari perchè ho dovuto, per disimpegno del
real servizio e per decoro della mia carica, mantenermi con carrozza e comparire a Corte e nelle Assemblee più rispettabili con quella decenza che altrove potrebbe parer lusso, ma che qui è indispensabile .
Supplicava, quindi, dalla Real clemenza un aiuto finanziario tale che valesse a sollevarlo dalle sue pene. La corte napoletana provvide, in misura assai limitata, alle esigenze del suo diplomatico ed il Pio dovette rassegnarsi a quelle poco liete condizioni finanziarie.
Nonostante queste amarezze, continuò con tutta diligenza il suo servizio; continuò ad informare Napoli delle traversie della corte francese, che, specie dopo lo scandalo del famoso collier de la reme e l'esito del processo che ne seguì, vedeva sempre più allontanarsi il favore della piazza, sempre attento e sempre solo nella sua carica, perchè la nomina, avvenuta in questo tempo, del principe di Catania-nico a titolare dell'ambasciata era stata, come le altre, più formale che effettiva ed il principe aveva fatto solo qualche rapida apparizione nella capitale francese. Questa volta, però, la corte di Napoli mostrava di riconoscere i meriti del Pio, e, dopo avergli accordato un soldo straordinario di trecento ducati al mese, gli concedeva anche la croce