Rassegna storica del Risorgimento

PIO LUIGI ; GIACOBINI
anno <1935>   pagina <406>
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406 Alessandro Cutoìo
a V. E. accludendo il ritratto somigliantissimo di uno dei più grandi personaggi del nostro secolo e che ora figura sulla scena del mondo così bene ; e, finalmente, il 5 febbraio dello stesso anno manda una lunga relazione che è un vero e proprio atto di fede, più, che una missiva di diplomatico:
e È incredibile il cambiamento egli scrive che da sette mesi a questa parte si è operato nel morale di tutta questa nazione. In oggi tutto ciò che tiene al governo fórma l'oggetto della passione universale, passione ardente, che essendo sempre in azione e assorbendo in gran parte tutte le altre, formerà, ben presto, il carattere nazio­nale In Brest le truppe nazionali, al numero di più migliaia, hanno fatto una pio*
testa che fa grande onore al loro patriottismo .
Fu questa l'ultima lettera scritta dal Pio; la corda, troppo tesa, si ruppe. Ripreso ed ammonito dalla Corte di Napoli per la sua calda simpatia alla causa rivoluzionaria, il diplomatico capì che le cose non potevano più trascinarsi a quel modo, e, d'altra parte, anche quel resto di finzione gli pesava. Nel febbraio di quell'anno dava le sue dimissioni dal posto che occupava e, nello stesso tempo, chiedeva la cittadinanza francese.
H marchese di Circello, impaurito per le responsabilità che cadevano sul suo capo per quell'atto ardito del suo dipendente, insinuò a Napoli che lo strano agire del suo antico segretario era dovuto alle angustie finanziarie in cui quegli si trovava. Voleva togliere così ogni valore morale al gesto del Pio e farlo apparire come prodotto semplicemente dal rancore di un funzionario mal pagato. La corte napoletana radio il Pio dai suoi annuari: il marchese di Circello protestò, quanto mai inutilmente, presso il Lafayette per la concessione della cittadinanza francese al suo antico dipendente.
Luigi Pio, frattanto, dava alla Rivoluzione tutto il suo ardore di neofita, e preparava anche lui il colpo di scena del 19 giugno 1790.
Unitosi con il famoso abate Guerra, che pure aveva dato molte noie alla Corte di Napoli, e con Anacarsi Klootz, il prussiano oratore del genere umano , l'homme qui personnifiait le plus complètement l'esprit cosmopolite de la Revolution seguiti da una schiera di gente dì tutte le nazioni, persino turchi e persiani, si presentarono alla sbarra della Convenzione, per esaltare, con parola apocalittica, la Francia, patria di tutti gli oppressi, e per denunziare tutte le tirannidi coronate, La notizia però di questo nuovo scandalo fornito dall'antico diplomatico, non arrivò subito alla corte di Napoli, perchè, cosa strana, il Circello, pur essendo sopra luogo, non fu informato della presenza del Pio <