Rassegna storica del Risorgimento
PIO LUIGI ; GIACOBINI
anno
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1935
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pagina
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408
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408
Alessandro Cutolo
Il titolo di cittadino , seguitava, l'onorava più di quello di cavaliere, al quale aveva solennemente rinunziato nel Club dei Fogliatiti molto più di quello di Incaricato di Affari e di Segretario di Ambasciata.
Je me suis logé conchiudeva sur le terra in sacre des Cordelle je
le répète jusqu'aux derniers momentB de ma vie, on me trouvera toujours sur le chemin de la liberté .
Il Leprini, allora, incominciò ad occuparsi di nuovo della attività politica di lui; il 10 gennaio 1791 comunicava che il Pio era stato scacciato dal Circolo del Palays Royal ov'era segretario, e per incapacità e perchè creduto spione del club dei Giacobini ; il 17 dello stesso mese inviava copia di un articolo inserito in uno dei pubblici fogli (La cronique de Paris) dal Pio, il quale aveva la smania di far stampare le sue sciocchezze e di farsi mettere in ridicolo un articolo nel quale si leggevano periodi fiammeggianti come il seguente:
Hoxnmes tous qui couvrez la surface du globe, à une epoque si heureuse que celle de la Revolution Francaise, Suédois, Napolitains, Espagnols, Prussiens, Hongrois, Polonais, ne sqyez pas la dupe des mota ;
poi la corrispondenza ufficiale, ben altrimenti occupata, non tratta più di lui.
Mentre a Napoli ed a Parigi ci si interessava tanto a lui, il Pio si dibatteva in tormentose angustie, privo di mezzi di sussistenza e gravato, per di più, dai molti debiti contratti durante la sua missione diplomatica.
Vittima delle sue opinioni, Martyre de la Liberté , come egli stesso si definiva, si rivolse allora ai suoi compagni rivoluzionari, facendo appello alla generosità ed alla solidarietà loro. Il distretto dei Fognanti, dove egli abitava, lo raccomandò al comune di Parigi, e l'abate Fouche, che presiedeva l'Assemblea dei rappresentanti del Comune, pronunciò l'elogio de l'illustre napolitani devenu francais à l'epoque où la France s'était trouvée libre , raccomandandolo al sindaco Bailly per una onorevole sistemazione.
Da quel giorno l'ex incaricato di affari divenne un personaggio importante; conobbe la notorietà, fu ammirato, fu dipinto dai giornali patriottici come un giusto perseguitato dai malvagi, come un uomo sommamente coraggioso e deciso. Dal distretto dei Fogliatiti, entrato che fu tra i Giacobini, passò a quello dei Cordellieri, conobbe Marat e Danton, ed una volta, pur stentando nella miseria, inviò tre lire come sua sottoscrizione per la statua di Gian Giacomo Rousseau. Nella primavera del 1791 si legò di grande amicizia col Robespierre, che egli ammirava già