Rassegna storica del Risorgimento

1790-1794 ; CORSICA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1935>   pagina <415>
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Relazioni tra la Corsica e il Regno di Sardegna, ecc. 415
della rivolta corsa ebbero qualche riflesso nelle terre settentrionali della Sardegna, come potrò esporre in altro tempo, non tali da pro­vocare la maggiore apprensione del Governo che piuttosto si concen­trava sulla possibilità di un aiuto di altra potenza ai Còrsi cbe avrebbe costituito una minaccia contro la Sardegna, sopratutto quando fosse stata la Spagna cbe poteva aver tendenza a rivendicare al Piemonte il suo antico dominio su di essa. Alla diffidenza verso la Spagna suc­cede la diffidenza contro i Francesi dal loro primo intromettersi nelle cose di Corsica nel 1738. *)
Si determina la politica opposta, riguardo alla Corsica, tra il gabi­netto di Versailles e quello di Torino, nemico il primo dell'indipendenza corsa, il secondo favorevole: ragioni commerciali e politiche raffor­zavano le due tendenze poiché i cani grossi giovano poco ai confinanti per servirmi del linguaggio espressivo di un console sardo a Livorno,s) mentre la Francia aspirava a rassicurare in Corsica il dominio della piccola Repubblica genovese da cui nulla aveva da temere, uno a quando questa, nell'ora del suo supremo decadimento non le abban­donava definitivamente l'Isola, tacitata dalla forza e dal tradimento a Ponte Nuovo (1769). Ma la lotta per l'indipendenza corsa doveva ancora avere il suo epilogo e il suo pioniere, Pasquale Paoli, doveva ancora ricomparire, per scomparire poi definitivamente con quella.
Nel 1792 la Convenzione nazionale, contro la piena delle forze che le potenze europee stanno per lanciare contro la Francia, crede di assicurarsi la Corsica, punto importantissimo nel Mediterraneo, col nominare proprio Pasquale Paoli, testé richiamato in Patria dal suo esilio, a luogotenente generale degli eserciti e capo comandante dell'Isola.
Qualunque fosse l'animo del generale nell'accettare l'altissimo potere con giuramento di fedeltà alla Francia che glielo affidava, gli avvenimenti che seguirono riconsacrano in lui l'antico, indomito assertore dell'indipendenza corsa, amico e sollecitatore di chi s'inte­ressa ad essa, insofferente d'ogni protettore quando assuma atteggia­menti di dominatore. Per questo seguirà il dissidio prima celato, poi
1) È singolare che, dopo undici anni di effettivo dominio della Francia sulla Corsica, a una proposta de Viceré Sardo di richiedere al Governo di Corsica la con­segna di alcuni rei sardi, rifugiati in Corsica ala M. S.... erasi spiegata di non volere che si promovessero presso quel Governo simili istanze, le quali involvercbbero una tacita ricognizione della dominazione francese in Corsica . Archivio Storico di Cagliari, Segreterìa, Serie I, voi. 213,5 aprile 1780. Vedi anche voi. 401,1 giugno 1781.
2) Vedi Documenti, p. 433.