Rassegna storica del Risorgimento
1790-1794 ; CORSICA ; SARDEGNA (REGNO DI)
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1935
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pagina
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424
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424 Maria Luisa Fascino Cao
Ho finito di esporre il mio modesto contributo a questa stori che volge verso altra meta da quella desiderata dalla comunione di intenti della Corsica e del Re di Sardegna. Le armi inglesi allontanarono quelle francesi, ma il dominio inglese instaurato in Corsica dal Viceré Elliot non accontentò i ribelli spiriti d'indipendenza del partito paolista (ed è lecito supporre neanche le vedute politiche del Governo sardo). Pasquale Paoli fu invitato da Re Giorgio III d'Inghilterra all'ultimo esilio a Londra. In seguito, la travolgente potenza data alle armi francesi dalla Rivoluzione su cui sorgeva l'astro napoleonico determinava l'abbandono della Corsica da parte degli Inglesi e il ritorno delle armi francesi condanna la nazionalità còrsa a scomparire dalla storia politica.
Mi sia lecito un riscontro alla Sardegna, che ricollega alla storia del Risorgimento italiano questo mio studio.
Dal 1793 al 1812 la Sardegna attraversa una tragica crisi che si esprime in episodi sanguinosi, nella difesa anche violenta pur nella lotta antifeudale, delle sue proprie forme costituzionale e dei suoi privilegi nazionali, con cui vuol rivendicare contro l'immedesimazione piemontese la sua anima Sarda.
Vi fu qualche corrispondenza fra i moti delle due Isole, se pur staccati nel tempo, egualmente nazionali se pure diversi nella fedeltà ormai indubbia e quasi già tradizionale della Sardegna alla Monarchia Sabauda? Potrà essere l'argomento di nuovi studi, ma è già in essi la conferma della somiglianza della fisionomia storica dei due popoli fino al secolo XVIII alla fine del quale combattono entrambi l'estrema battaglia per la propria nazionalità creata dai secoli. Una superiore fatalità storica volge le due evoluzioni a diversa meta: la fine della magnifica lotta nazionale corsa fu segnata soltanto dalla forza delle armi francesi ; la Sardegna con la maturazione spirituale e sociale dei primi decenni dell'800 avrà la sorte di esaurire con moto libero la sua nazionalità isolana giungendo nel 1847 alla rinuncia ufficiale dei Sardi alle forme di governo proprie tanto amate e difese pel passato, espressione della adesione ormai compiuta dell'anima sarda alla Nazione italiana. Ho detto fatalità storica: quella che volle serbare in lunghi secoli che parvero spesso e non furono, di solitudine e di silenzio più forte feconda nella terra sarda, Torma di Roma; quella che l'avvinse nel 1720 alla causa gloriosa di Casa Savoia e con questa alle sorti del Risorgimento italiano.
MARIA LUISA FASANO CAO