Rassegna storica del Risorgimento
1790-1794 ; CORSICA ; SARDEGNA (REGNO DI)
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1935
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pagina
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425
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Relazioni tra la Corsica e il Regno di Sardegna, ecc. 425
DOCUMENTI Corte, 11 luglio 1793
Caro Masseria,
Avea scritto, come voi vedrete che veniste qua sento ora dall'Isola Rossa che sia stata predata la filucca napoletana che ivi si aspettava. Non sappiamo più cosa alcuna del continente li Commissari erano di Tolone partiti per Parigi; se questi saranno intesi come assai probabile, la convenzione vorrà procedere coll'estremo rigore contro di me. Perciò noi dobbiamo essere informati anticipatamente almeno al più presto che sia possibile delle determinazioni che saranno prese contro di me in conseguenza del loro rapporto. In Livorno se ne potrà subito sapere qualche cosa. Vorrei se lo credete fattibile che vi passaste alla gondola che avete. Colà la vostra economia cono-serata non cagionerà molte spese e per qualche vostro bisogno ricorrerete a mio nome al Sig. Antoni. Potrete da colà persuadere le feluche napoletane a fare l'antico traffico
di munizioni da guerra al e per mezzo di esse farci avere le vostre lettere.
Niente qui sappiamo del oggetto che possa avere la flotta spagnuoìa che si è veduta in questi mari. Non sappiamo se sia entrata nel Mediterraneo l'Inglese, se deve credersi ai rapporti che si spargono come venuti di Francia questa flotta non passerà più lo stretto avendo la Convenzione pacificata la Gran Bretagna colla cessione di un'isola, forse quella di borbone. Al contrario gli emigrati che sono in Livorno scrivono che, di concerto con la spagnuoìa la flotta inglese ci attaccherà per ridurci sotto il dominio dei Borboni, essendo il principale oggetto degli alleati di ristabilirli una altra volta sul trono di Francia, voi sapete la nostra determinazione Vogliamo esser liberi. Perciò da Livorno potrete far sapere che noi siamo stati incostanti colla convenzione, essa manca al patto sociale, tutte le misure che prenderemo per la resistenza sono giustificate. Il Re di Francia esso medesimo garantì il Decreto colla sua formale col quale dichiarava che ingiustamente dal Suo predecessore noi eravamo stati attaccati e privati della nostra libertà. In giustiziale potenze alleate non debbono farsi guerra si lascino dunque nella nostra indipendenza e saremo amici di tutti Queste ragioni voi saprete ben maneggiarle nelle conversazioni.
Procurate per mezzo del Marchese Silva se poteste far liberare il bastimento del Padrone Carbone di Aiaccio predato dai Spagnoli e condotto in Genova. Interessatevi ancora quanto potete perchè i poveri Aiacini possano andare alla pesca del corallo col passaporto delle loro municipalità. Prevenite però le genti della gondola che da Bastia escono continuamente dodici grossi schifi armati di molti uomini. Vanno questi in Maremma a prendere grano ma se vi incontrassero vi arresterebbero. I presidi fanno la spesa di questo armamento perchè sono all'ultima estremità per mancanza di viveri. Non credo che nei magazzini ve ne sia per il mese. Il grano perciò che questi portano in Bastia si vende 37 soldi il bacino e noi per timore di un'eccessiva carestia nell'interno sapete che siamo stati obbligati a proibir la tratta. Insomma andate se potete e tenetemi ragguagliato dello stato delle cose sul continente. Cordialmente vi saluto
Pasquale Paoli.
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