Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA ; POERIO GIUSEPPE
anno
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1935
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pagina
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433
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Relazioni tra la Corsica e il Regno di Sardegna, ecc. 433
Copia diletterà scritta all'ULnio sig. aw. Ionso da Baratti in data 6 settembre 1793.
Non ritardo di dar a V. E. Ill.ma le notizie di Corsica-
Il partito gafforiano e di Buttafuoco che deve partire per Corsica ed attraversare il Generale De Paoli pretende 4i farmi un carico che io assista i Costituzionali non i Realisti come essi intendono di essere e mi han fatto supporre che vanno a farne una relazione a S. R. Maestà contro di me oltre a qualche minaccia che mi han fatto dar all'orecchio contro la mia vita; ho loro rispósto che, attaccato di persona ci doveva essere anch'io e che per le loro esposizioni alla Rea! Corte non mi incutevano menomamente.
Io suppongo in materia di politica che questi sedicenti realisti attaccati alla Francia non farebbero nissun servizio alla Sardegna se procurassero il dominio reale francese in Corsica e che sia nulla affatto da desiderarsi, prima perchè i cani grossi giovano poco ai confinanti, secondo che la famiglia de Barbareschi in Corsica è sempre d'nn tormento a Sardi e a Naviganti...
Risposta delTIll.mo sig. Leonetti al console Bareni in data del 1 settembre 1793 dall'Isola Rossa.
Dall'Abbate Ullini ho ricevuto con sommo piacere la sua cortesissima lettera ch'era annessa ai plichi diretti al Sig. Generale. Tanto i plichi medesimi che il portatore hanno corso un gran rischio ed è stato un prodigio che siano arrivati sani e salvi. Il vento contrario ha costretto il gozzo ad approdare a Capo corso che è tutto pieno di guarnigioni composte di satelliti dei Commissari. Ho letto con estrema soddisfazione la lunghissima lettera che ha scritto a mio zio ed ho visto nella medesima la prospettiva lusinghiera che prendono gli affari di quest'isola e l'interesse parziale ch'Ella prende al buon esito della medesima. Io conosco tutta l'efficacia e l'influenza che vi hanno i suoi buoni uffizi e me ne auguro gli effetti più fortunati. La prego gradire le mie più sincere congratulazioni e ringraziamenti e di essere persuaso che ai miei si uniranno a suo tempo quelli di tutta questa nazione.
So che mio zio Le ha scritto affinchè ottenga dalla Sua Corte il libero e pacifico commercio fra la Corsica e la Sardegna come pure l'ordine che siano rimessi in libertà quei bastimenti che sono stati predati dagli armamenti di Sardegna. Sarebbe inutile perciò che io gliene facessi parola, ma essendo la cosa di molta importanza e capace di produrre le più serie conseguenze io non posso astenermi dall'unire le mie premure a quelle del Sig. Generale. In grazia della sua mediazione io attendo sicuramente il buon successo di quest'affare il quale contribuirà moltissimo a ristabilire una buona armonia ed un spirito di fratellanza che deve regnare fra due isole vicine e sarà il preludio di quei tenaci vincoli d'alleanza che per quanto io prevedo devono unire questa nazione colla putta di S. M. sarda.
Troverà qui compiegata una mia lettera per il Sig. Masseria. Profitto dello libertà che me ne dà nella sua per raccomandargUene il fido recapito. La prego di continuare col suo solito zelo a favorire gli interessi di questo popolo ed a credermi quale ho l'onore di protestarmi coi più sinceri sentimenti di verace stima e atta-camento.l)
*> Tutti i documenti fin qui riprodotti provengono dall'Archivio di Stato di Cagliari Segreteria dello Stato Serie II, voi. 2034.
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