Rassegna storica del Risorgimento

1831 ; TOSCANA ; COLLETTA PIETRO
anno <1935>   pagina <454>
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454 Ernesto Benedetto
troppo sovente semplici cenai grafici incompleti, che dovevano evident mente servire come traccia per una relazione verbale al Granduca Vi si riconosce la grafìa di Carlo Felici, allora Segretario della Consulta che presto doveva diventare Segretario Intimo di Gabinetto e dirigere la Segreteria Intima; uno degli <i umili che terranno a lungo le chiavi del cuore di Leopoldo. 1) In quelle note sono riassunti, e distribuiti m capitoletti corrispondenti ai diversi Segretariati di Stato, i rapporti dei rappresentanti all'estero, dei Governatori e dei Regi Commissari all'interno; spesso vi sono allegati, indirizzati al Granduca, brevi appunti autografi dei Consiglieri sulle questioni più gravi ed urgenti. Vi figurano i rapporti della Presidenza del Buon Governo sulla situazione interna del Granducato: degli speciali capitoli, col titolo Società Colletta , sono consacrati alle informazioni della Presidenza del Buon Governo sul generale Colletta e sui frequentatori della sua casa. Le notizie vanno dal 9 febbraio al 25 novembre. L'importanza ad esse annessa appare anche dal posto che loro è fatto nell' insieme degli appunti: ne sono talvolta la parte più ricca e più in vista. Non ci può essere dubbio, secondo noi, che alluda alla Società Colletta una nota da noi rinvenuta in un elenco di spese segrete della Polizia per il 1831 e che è intestata: <c Spese perla vigilanza alla nota principale riunione . Comincia col febbraio 1831. Vi troviamo cifre oltremodo rilevanti pei tempi ed in confronto alle altre spese registrate: dalle 120 alle 150 lire mensili. È strano che né negli incartamenti né nei protocolli del Buon Governo non si trovi trac­cia di tanta spesa in nessuna pratica corrispondente. 2)
2) Sulla sua potenza cfr. BONATNI nei noti bozzetti sulla Corte Toscana editi dallo Sforza nella Rassegna storica del Risorgimento, 1920, VII, pag. 595, e soprattutto A. ZOBT, Memorie economico-politiche stilla Toscana, Firenze, 1860, t. I, pag. 197-8. Quanta fosse la sua devozione al padrone appare eloquentemente dalla lettera eh egli inviava al Granduca il 30 dicembre 1848 (Biblioteca Nazionale di Firenze, Cortes1 vari, Cass. 281, n. 94) ov'è detto tra l'altro: Io ho servito V. A. con tutto l'ardore del mio spirito, con tutta la effusione del cuore, trasportato dalla immensa stima delle tante virtù della A. V., da una affezione, me lo permetta, quanta può avere anima che sa giungere sino alla adorazione... Creda V. A. che Iddio mi ha colpito di un castigo, che " o certamente dirimpetto a Lui ho meritato, ma che è stato ed è il più grande che potesse percuotermi, quello di non poter trattenermi presso l'A. V. Era u mio Paradiso,.,,. *.
2> A. S. F., Buon Governo Segreto, 1831, filza 10. È probabile che di questa spesa, cioè di questa sorveglianza, i risultati (rapporti) siano precisamente quelli rimessi direttamente dalla Presidenza del B. G. alla Segreteria di Gabinetto, da cui forono estratti gli appunti del Segretario sulla Società Colletta. H fatto che di tali rapporti non vi sia traccia nei protocoli del B. G. si spiega forse colla eccezionale importanza e delicatezza dell'argomento. E da rilevare inoltre che per il 1831, nell'Archivio Fioren­tino, mancano tutte le filze dei rapporti di Polizia del Commissariato di Santa Croce.