Rassegna storica del Risorgimento
1831 ; TOSCANA ; COLLETTA PIETRO
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1935
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455
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La Toscana nel 1831 e gli ultimi giorni di Pietro Colletta 455
Gli appunti di cui parliamo ci danno quasi giorno per giorno le ripercussioni della situazione politica, italiana ed europea, sul Governo granducale; ci forniscono piccoli, ma, a nostro parere, non trascurabili segni delle vedute del Governo toscano nei confronti del movimento liberale e degli uomini che in Toscana tale movimento rappresentavano. TJtili per chi studi la storia italiana deF31, essi sono preziosissimi per Io studioso di Pietro Colletta. Permettono di intravedere gl'importanti legami con cui le sue estreme vicende si ricollegano agli avvenimenti politici del tempo e di meglio ricostruire, nelle sue minute peripezie, il doloroso dramma dei suoi ultimi giorni.
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Non è necessaria alcuna premessa sulla situazione generale ben nota. Per una giusta comprensione dei documenti che pubblichiamo basterà ricordare, anche se sia anch'esso notissimo, l'equilibrato realismo che allora caratterizza il Governo della Toscana, la sua giusta fiducia nella pacifica fedeltà del popolo, la sua astuta attenzione agli eventi nella mira di una più vasta ed audace iniziativa politica. Che, sebbene sorvegliata da vicino dal rappresentante diplomatico dell'Austria, che, direttamente coi suoi interventi ufficiali e indirettamente eccitando le tendenze reazionarie di funzionari austriacanti, le imponeva in definitiva r indirizzo politico, la Corte di Leopoldo II non era completamente chiusa all'influsso delle nuove aspirazioni. Leopoldo II si mostrava principe desideroso del bene pubblico e disposto a beneficare i propri sudditi di larghe riforme. Pensoso del bene del paese si rivela in quella lucidissima relazione sugli affari di stato da lui trattati durante il suo soggiorno in Germania nel 1830. Curioso degli studi e del progresso delle scienze, coltivava l'amicizia dei più alti ingegni della sua età al punto da mantenere cordiali rapporti col Libri di cui pure gli erano note le convinzioni politiche e da sollecitarlo a mandargli le sue pubblicazioni scientifiche.2) Largamente umano, non esitava a regalare di una ingente somma un alto magistrato per indennizzarlo delle spese incontrate per il suo
*) N. BIANCHI, Storia documentata dello diplomazia europea in Italia dalVanno 1814 al 1861, voi. IV, pag. 289 e seguenti.
2) Lettera di Vieusseux a Guglielmo Libri (26 maggio): Assai mi consola il sentire che S. A. vi scrisse impegnandovi a mandargli ogni vostra produzione. L'articolo sul Marianini, non ne dubito, piacerà a lutti i dotti ed anche ai non dotti, non fosse ehe per la maniera urbana e dignitosa nel tempo medesimo colla quale rivendicate ì diritti d'Italia . (Bihl. Riccardiana, Firenze, Fondo Libri, filza 433, ins. 138).