Rassegna storica del Risorgimento

1831 ; TOSCANA ; COLLETTA PIETRO
anno <1935>   pagina <456>
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Ernesto Benedetto
trasloco: trasloco imposto dalla Presidenza del Buon Governo a suoi dirizzoni nella parte politica e per l'incomodo e rimbaraz che sarebbe risultato al governo per il suo modo di pensare e parlare J) Rientrando nei suoi stati nell'autunno del 1830, egli appare conscio dell gravità della situazione politica provocata dalla proclamazioae della monarchia di luglio e s'impone un prudente riserbo, un abile temporee-giamento tra le impazienze dei liberali e la diffidente sorveglianza di Vienna, pronto a sfruttare ai fini propri lo sviluppo che prevedeva fatale del movimento. Nella sua lettera del 10 ottobre al conte Fossombroni egli scrive: Or conto i momenti e sol mi ritiene il pensiero di dar ombra con un viaggio che dovesse parere, a chi tutto teme ed apprende, preci­pitoso; bramo ancora di essere in loro compagnia, onde siano le fatiche divise, e comuni li sforzi per difendersi a veleggiare in mar burrascoso; che star fermi non si può, e non vedo altra salvezza che in un legno solido e veliero, che correndo quanto a un dipresso cammina l'ondata, ne senta men forte e precipitosa la percossa; su di ciò ho pensato molte cose che comunicherò al ritorno .2) Il Ministro cui sono dirette queste parole ancora, sebbene per poco, anima del governo nel momento di cui ci occupiamo era l'uomo più adatto a comprenderne la profonda saggezza. È ormai resa giustizia a quella interessante figura di politico cui la scaltrezza nel destreggiarsi tra l'innegabile intima aspirazione ad una decorosa indipendenza politica e la impossibilità di contrastare apertamente la volontà di un'Austria appoggiata ad un temibile esercito, guadagnò a torto presso gli storici la fama di un cìnico burocrate, vivente giorno per giorno, senza la preoccupazione e senza la coscienza dei tempi nuovi che si andavano maturando. Reputato
*) L'Auditore Luigi Pezzetta, Presidente del Tribunale della Provincia Infe­riore Senese, 'fa trasferito da Grosseto a Firenze. Traslocato per i suoi diriaam nella parte politica, saviamente fa traslato nella Raota, ove le cognizioni ennu-nali serviranno ai Giudici senza nuocere all'Amministrazione pubblica lo spinto insubordinato .
Egli ricorse con una dignitosissima lettera al Granduca in cui denunciava neri asprìssìmi nemici, non di ma, ma dei miei principi che li turbano e li sgomentano . (Segreteria di Gabinetto; Appendice, filza 4). .
Da una nota del Buon Governo (ibid.) L'Auditore Luigi Pezzella in dive luoghi ed a vari amici si è molto lodato del R. Padrone dicendo che ha buon cuore e gli ha regalato mille lire a titolo delle spese sofferte nei viaggio da Gxossci Firenze.
11 Granduca è buono (sono sue parole) ma sono furfanti quelli che g a intorno. Pare che ponga in questo numero il Presidente del Buon Governo pò non gli si è rassegnato e se ne vanta .
*> N. Bttwcm, op. cit., voi. IV, pag. 294-297.