Rassegna storica del Risorgimento

1831 ; TOSCANA ; COLLETTA PIETRO
anno <1935>   pagina <458>
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Ernesto Benedetto
Importanti le forze reazionarie spalleggiate dall'Austria, indifferente il popolo minuto, ma profonda la propaganda tra le classi elette. La To­scana poteva suggerire nel 1830 al Romagnosi la frase: In Toscana le cose vanno benissimo: tra venti anni la Toscana darà legge all'Italia,J)
Collaintelligente tolleranza del Governo contrasta, nel periodo che ci occupa, la gretta astiosa cecità del Presidente del Buon Governo, il fami-gerato Torello Ciantelli, per concorde parere dei contemporanei e degusto* rici, il peggiore capo della Polizia che abbia avuto il Governo granducale.2)
Ad un incrudimento dei rigori polizieschi diede occasione, fin dalla fine del 1830, il famoso episodio delle vietate feste. È noto come il Granduca si sia opposto al disegno caldeggiato da un gruppo di nobili fiorentini di festeggiare solennemente il suo ritorno e come quel rifiuto abbia avuto strascico doloroso. Capponi e Ridoni sdegnosamente reagì* rono all'affronto ch'essi rilevarono nella forma della comunicazione dell'ordine granducale. Si allontanarono dalla Corte ove da anni erano
1) Guglielmo Libri, lasciato l'insegnamento di Pisa, messosi in viaggio per an­dare a Parigi nel 1830, passò da Bologna, Modena, Milano e Torino, soffermandosi nelle varie città a visitare i più celebri studiosi. In nn diario che ci è conservato egli notò tutte le sue visite con indicazione degli argomenti trattati nelle conversazioni. Il 3 marzo 1830 egli fece visita al Romagnosi e notò sul diario: Romagnosi è povero; crede cbe in Toscana le cose vadano benissimo: il R. crede che tra venti anni la Toscana darà legge all'Italia . (Bibl. Riccardiana, Fondo Libri, filza 435, ins. 4).
2) Oltre ai giudizi che di lui han dato storici e contemporanei, (si veda, ad es., ZOBI, Memorie economico-politiche della Toscana, I, p. 174) serve a inesorabilmente classificarlo il seguente episodio. Stefano Cherici, contadino, del popolo di S. Leonardo, podesteria del Galluzzo, fu nell'agosto del 1832 chiamato dal Podestà che lo fece, senza palesargli la cagione del richiamo, condurre al Commissariato di polizia di Firenze il quale, conservando lo stesso silenzio, lo fece trasportare alle carceri ove fu trattenuto per giorni 21 dopo i quali fu. presentato per farlo iscrivere alla milizia; riformato, fu portato al Podestà del Galluzzo, che senza parlare lo manda alla polizia di S. Casciano che lo manda a Grosseto per metterlo a disposizione del Governo (in altre parole, ai lavori forzati). Caduto il Ciantelli, il padre del giovane ricorre con una supplica al Sovrano. Una inchiesta stabili che con provvedimento economico, basato su false allegazioni, il giovane era stato catturato allo scopo di fare un piacere alla Sig.ra Baroni, moglie dell'aw. Baroni, padrona del fondo condotto in colonia dalla famiglia Cherici. Deside­rosa di sciogliere il contratto di colonia, la signora era riuscita a privare la famiglia dell'unico lavoratore che garantisse la normale coltivazione del podere. Il Parroco di S. Leonardo ed altri testimoni vennero a smentire le accuse che avevano servito * motivare l'arresto. La nuova Presidenza del Buon Governo provvide a restituire immediatamente il figlio alla famiglia. Sull'incartamento relativo a tale pratica è scritto di pugno del segretario: Ciantelli era ospite dell'aw. Baroni a S. Leonardo U (Segreteria di Gabinetto, Appendice, filza 4, fascicolo del 1832). E dal lato politico runica voceleva­tasi a rimpiangere la sua scomparsa fu una voce... austriaca. Il 12 settembre 18* barone Lebzeltern, ministro austriaco a Napoli, scrive da Verona al Fossombroni segna­landogli che a la faction revoluti cause le renvoi du Directeur de
stnaco a XVapoii, scrive da verona ai l'os
tionnaire à Bologne a regardé corame un triomphe pout w e la Police . (A. S. F., Segreteria Esteri, filza 4,ins.WJ.