Rassegna storica del Risorgimento
1831 ; TOSCANA ; COLLETTA PIETRO
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1935
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461
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La Toscana nel 1831 e gli ultimi giorni di Pietro Colletta 461
H Dipartimento del Buon Governo provvede immediatamente a dar disposizioni per stroncare ogni velleità di insurrezione nel paese.
Respinta dal Fossombroni l'offerta del Saurau di far occupare il Granducato dalle truppe austriache, il Governo, nonostante l'accanimento spiegato dalla Polizia nel segnalare e perseguitare i sospetti di liberalismo e gli esuli pericolosi, ha ancora fiducia nella tranquillità del paese, confortato dai rapporti ufficiali dello stesso Presidente del Buon Governo (8 febbraio):
... Il Granducato è tranquillo. In Firenze si parla con molto disgusto degli avvenimenti di Modena e delle città della Romagna Pontificia. I liberali per ora tacciono. Si pratica dalla polizia la più grande sorveglianza di giorno e di notte ed una ugual sorveglianza è stata comandata per le principali città del Granducato specialmente sul movimento dei forestieri e degli individui inclinati al liberalismo.
Ore una e m. 20 pom. Si sparge in questo momento la voce che trentamila austrìaci abbiano passato il Po. Si dice ancora che la nuova dell'elezione del Sommo Pontefice doveva essere il segnale della rivolta delle Legazioni.
Mentre il Fossombroni trasmette al Granduca una confidenza del Saurau seimila uomini marciare sopra Modena, il generale Diebitcb con dugentomila uomini essere entrato in Polonia con un proclama che porta pace ai pacifici ed esterminio agli insorgenti ostinati , la Segreteria di Gabinetto gli trasmette una lettera direttagli da un anonimo che lo incita a romper gli indugi e ad approfittare del momento,
Imperiale e Reale Altezza. H momento è finalmente giunto in cui l'Italia vuole la sua indipendenza e la sua felicità. Roma e lo Stato Pontificio essere più non possono soggetta (sic) ad un potere ecclesiastico e ha d'uopo d'un Re. Molti ambiscono essere prescelti; a nessuno conviene meglio che all'A. V. I. e R. coprire un tal posto. Tutta l'Europa ammira il regime saggio, umano, filosofo col quale V. A. regge questi suoi sudditi, sebbene contornato da governi corrotti, arbitrari, feroci, e la sorte della Toscana desta invidia a tutta l'Italia e più oltre ancora. Tutti vorrebbero ottenerla: V. A. si slanci, approfitti del momento e non avrà gran fatica per essere domandato e scelto unanimamente.
Possa questo scritto pervenire nelle Auguste sue mani. È un italiano che lo scrive, e un animo rispettoso compreso da una vera ammirazione, è un cuore disposto d'avventurare anche la propria vita se giovar potesse a conseguire l'intento; intento che renderebbe felice una nazione, che fu la prima del mondo, e che oggi è conculcata, disprezzata, avvilita.
Chi scrive conserva copia esatta dello scritto per potersi far conoscere un giorno, caso che questo foglio non pervenisse nelle auguste sue mani, o che altri volessero trame vantaggio. Non può essere 1*A. V. trattenuta dal generoso sentimento di non usurpare l'altrui. L'insurrezione è già nata, il papa sperar non puote di regnare; è necessario un Sovrano, e qual miglior Sovrano di Leopoldo II ? Coraggio, sì, A. I., coraggio, e sia il magnanimo di Lei cuore confortato e lusingato dalla sicurezza di rendere felici tanti, e tanti milioni di sudditi.