Rassegna storica del Risorgimento

1831 ; TOSCANA ; COLLETTA PIETRO
anno <1935>   pagina <462>
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Ernesto Benedetto
La marcia dell'Austria, del cui intervento la Toscana è orma' sicura, la situazione francese che i rappresentanti diplomatici a Parici. Berlinghieri e Peruzzri, descrivono quasi giornalmente nei loro rapporti gettano il Governo in un'attesa spasmodica degli eventi, nella preoccu­pazione di mostrare solidissima la fede nella tranquillità del paese quando, mentre dalla frontiera giunge la notizia che a Faenza insorta si grida Evviva a Leopoldo II , *) scoppia la notizia del complotto della Pergola.
Sappiamo come l'episodio si svolse: dell'iniziativa del libri, disap-provata dal Capponi, accettata dal Colletta, di sorprendere il Granduca al Teatro della Pergola la sera del 10 febbraio per fargli firmare la Costi­tuzione, del fallimento dell'impresa. La ingenuità della preparazione del colpo di cui pare fossero a conoscenza una quantità di persone, la sorve­glianza della Polizia fecero fallire il progetto che non ebbe altro prin­cipio di esecuzione fuorché l'arrivo dalla provincia di qualche grappo di esaltati, immediatamente dispersi appena constatata la impossi­bilità di agire. Certo è che il Governo ne fu informato a tempo, non solo, ma è certo che i congiurati furono avvertiti delle misure prese e non si mossero. In essi sorse il sospetto di essere stati traditi da un compagno di congiura.
Evidentemente bene informato, il Governo aveva individuato nel libri l'ideatore del colpo. La sorveglianza su di esso in quei giorni dev'essere stata minuziosa. La sua presenza in casa di Colletta faceva sorgere naturalmente il sospetto che precisamente gli amici che presso il generale si radunavano costituissero il comitato organizzatore. La sorveglianza sulla Società Colletta era quindi la misura più logica per controllare e dominare l'attività dei liberali più pericolosi. Il 9 feb­braio 1831 l'ispettore Chiarini inviava già al Presidente del Buon Governo un rapporto straordinario riservatissimo sulle riunioni in casa Colletta:
Insinuando sempre pia le mie premurose indagini sulla casa di quel Cesari abi­tante in Via della Pergola presso al Canto alla Catena, ove alloggia il generale Napole­tano Colletta, mi viene a resultare quanto appresso.
Interrogata ieri sera da persona molto scaltra una donna che fa i servizi al Gene­rale Colletta e che nella notte si ritira alla propria casa, sotto l'aspetto di ricercare se vi era occasione di situarvi una donna al servizio, visto che il citato Generale aveva congedato la serva, e preso occasione di parlare del giuoco di Faraone che vi si tiene, si espresse colei che veramente vi si teneva il giuoco, ma non di molta forza: che la
*) Da Rocca S. Casciano (8 febbraio): a Faenza si fanno Evviva a Leopoldo II (A. S. F.t Buon Governo Ordinario. 1831, filza 47, inserto 333).