Rassegna storica del Risorgimento

1831 ; TOSCANA ; COLLETTA PIETRO
anno <1935>   pagina <463>
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La Toscana nel 1831 e gli ultimi giorni di Pietro Colletta 463
riunione però presso del Generale Colletta era significantissima e composta del Sig. Marchese Gino Capponi, Signor Marchese Torrigiani, Signor Niccolini, molti altri nobili del paese e quantità di Signori forestieri, che tutti questi però stavano con­gregati a parlare esclusivamente di guerra.
Verso le ore dodici persona incaricata di spingere più addentro al possibile le inve­stigazioni si azzardò di salire le scale del casamento, privandosi delle scarpe per far maggior silenzio e si combinò appunto che sortivano tre individui da Colletta, e li faceva lume il Cesari: sul limitare della porta dell'abitazione tenendo essi colloquio si indispettivano contro di uno che nominarono, ma il sorvegliante non potè intendere il nome. Intese però queste espressioni: Se non era quel Birbante che rompesse la nostra congiura, le cose andavano bene..., ma... vi è tempo ancora (o cosa simile).
Devo aggiungere chela scorsa sera sortendo alle ore otto dal Casino dei Nobili quel SignorMarchese Bernardini To mmasett i Siciliano, fu caricato nella carrozza del Torrigiani e vi è forte presunzione da credere che intervenisse nella riunione del Generale Colletta.
Rilevo che nella detta carrozza vi era servito il Torrigiani stesso, il figlio però ed un altro.
Resta pertanto oscuro se si tratti del figlio o padre Torrigiani.
È facilmente spiegabile che nell'eccitazione di quei momenti gli incaricati di spiare i movimenti e le parole dei sospettati fossero portati a dare a brani di discorsi afferrati a volo significato tragico. Ma colla insurrezione dilagante vittoriosamente nelle Legazioni, colla speranza e l'illusione di veder iniziarsi un'era di riforme e di concessioni, frementi nell'attesa di quella complicazione internazionale che per la marcia dell'Austria in Italia avrebbe potuto trascinar la Francia alla guerra, il gruppo che si riuniva da Colletta deve aver certamente pensato che un gesto audace dei toscani avrebbe potuto dare al Granduca la spinta morale necessaria ad assumersi il grande compito storico di capeggiare la rivoluzione italiana. Il non aver osato questo è in fondo il rimprovero che dalla Francia il Libri espulso lanciava ai toscani.
È un peccato che di questo drammatico momento ci siano conser­vati soltanto i pochi brani degli appunti del Segretario.
Tra le note stese il giorno 11 :
Riunione il 9 COLLETTA casa CESARI: 14 persone comprese tre donne. Mar­chese Capponi: se i fiorentini avessero coraggio... . Salviatinò e Ginori interrotti. Anche Spinelli.
Tra gli appunti dei giorni 12 e 13, con in margine, via via, il nome dei rispettivi relatori:
Ginori : Libri casa Rinnccini - avviso ivi di non andar alla Pergola (DA
CfllATO).
*> Probabilmente Leopoldo Carlo Ginori, registrato negli annuari di quell'anno ome t terzo deputato sopra la nobiltà e cittadinanza .