Rassegna storica del Risorgimento

1831 ; TOSCANA ; COLLETTA PIETRO
anno <1935>   pagina <465>
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La Toscana nel 1831 e gli ultimi giorni di Pietro Colletta 4,65
Neanche di fronte ali9 innegabile fatto del complotto il Governo granducale ricorre a misure repressive. Esso che conosce le convin­zioni liberali del Capponi e del grappo Colletta, che non ignora le aspi­razioni dei liberali toscani alla costituzione, con incrudelisce contro i congiurati: si preoccupa del fatto che Colletta e Capponi abbiano potuto pensare ad usare violenza al Sovrano.
Fossombroni mira a svalutare l'episodio in una comunicazione al Granduca:
Si conferma per notizie venate a me e per altre al Pres. del Buon Governo che non pare imminente vernno pericolo, che l'allarme è stato artificiale. Sta sempre per altro ferma l'opportunità della Guardia Urbana e son venati in mente oltre quelli che può avere in vista S. A. I. e R. i nomi nella compiegata nota .
Decretata il 12 febbraio l'istituzione della Guardia Urbana, il Fossom­broni avvisa il Sovrano che Gortchakof, ministro di Russia, suggerisce:
Se il Granduca credesse di ripigliar quel Capponi sarebbe forse il momento e farlo capo della Guardia Urbana
ed a lui si unisce il Parreti: Capponi per intima sua cognizione è legit­timo (lettura ine.) Li dispiace la cosa delle feste .
Solamente il giorno 16 febbraio Guglielmo Libri è invitato a lasciare il Granducato; egli parte il giorno 20, diretto a Parigi. l)
Pres. B. G. (21 febb.): Parti ieri sera alle ore sei e un quarto per la Porta al Prato in una carrozza di vettura il noto Guglielmo Libri diretto come disse a Pistoia ma con passaporto per Parigi .
la popolazione istessa attaccatissima com'è e come vieppiù si dimostra al suo Sovrano, represso fin dal suo nascere ogni simile attentato e fors'anche fatto pagar ben caro il loro temerario ardireai cospiratori . (A. S. F., Buon Governo Segreto, 1831, filza 15, ins. 56). *) Al Commissario di Santa Croce (16 febbraio 1831); Farà V. S. richiamare a cotesto Coxnmissar. il Professore Pensionato dell'Università di Pisa Guglielmo Libri e gli insinuerà in nome del Governo Superiore di fare un viaggio all'estero in qualunque parte a lui piaccia, facendogli sentire che continuerà a godere fino a nuovo ordine detta pensione già accordatagli e di non rientrar in Toscana senza prima aver ottenuta la permissione del Governo medesimo. L'avvertirà inoltre che se egli non si prestasse a ciò di buon grado questa insinuazione potrebbe convertirsi in un assoluto ordine di allontanarsi dal Granducato . -Al Commiss, di Pistoia (spedita il 22 febbraio - minuta del Pres. del B. G.): Essendo stata fatta insinuazione al Sig. Guglielmo Libri di questa città di viaggiare fuori del Granducato ed essendosi egli diretto, dopo aver preso il visto per Parigi, verso cotesta Città, prevengo di ciò V. S. perchè nel caso che egli si trattenesse costà gli sia fatto sentire che conviene si uniformi puntualmente agli ordini ricevuti . (A. S. F., Buon Governo Ordinario, 1831, filza 42, ins. 40). Di lui sarà ancora segnalata la presenza in Lucchesia il giorno 23. Nel 1842, tornato Libri a Firenze, ove si trattenne presso la madre, ricevette due volte la visita di Fossom­broni e quella dell'Avvocato Generale Venturi. Si recò da Fossombroni la sera, più volte, e da Capponi, Rinuccini e Friulani. (Buon Governo Segreto, 1842, filza 22, ins. 40).
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