Rassegna storica del Risorgimento

1831 ; TOSCANA ; COLLETTA PIETRO
anno <1935>   pagina <471>
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La Toscana nel 1831 e gli ultimi giorni di Pietro Colletta 471
L'ansia dell'incertezza fra le notizie dei movimenti dei fuorusciti, gli armamenti della Francia, le confidenze diplomatiche, 9 la presenza di 30000 austriaci a Pizzighettone, tengono sospeso l'animo dei gover­nanti, mentre la Polizia scopre ad Empoli e a Castelfiorentino un piano di rivolta, ad Arezzo fogli rivoluzionari, a Livorno un complotto per sorprendere la fortezza.
Da Colletta il concorso degli amici diviene ragguardevole. Su quella riunione si concentra particolarmente l'attenzione del Governo:
SOCIETÀ COLLETTA li 24. Agitati ed inquieti. Gino Capponi, sue minacce: Leonardo Spinelli, Pietro Torrigiani, Samuel Castelnuovo, Luigi Ciampolini, Natale Ruggini, Riccardo Biscardi Livornese.
Quel medesimo giorno il Presidente del Buon Governo comunica che Gino Capponi riceve e spedisce espressi . Seguono, giorno per giorno, le annotazioni:
25 febbraio - Guglielmo Libri se non partiva chi sa cos'era a quest'ora. Creduto rivelatore e scroccatore di denari.
Capponi Non la ho altro che con quel (parola illeggibile): non vi è da fidarsi di nissuno.
1) Cifra Peruzzi (da Parigi, febbraio 31): Si parla e da persone marcanti, della riunione di Bologna alla Toscana, che per motivi differenti potrebbesi vedere bene ciò dall'Austria e dalla Francia, e che infine è meglio dominare le circostanze che esserne forse dominati. Che questo caso poteva somigliarsi all'altro dei Belgi col Re Filippo, che un marcante Stato centrale in Italia che soddisfacesse al voto dei popoli tronche­rebbe il filo della propaganda rivoluzionaria, che era facile mandare emissari a Bologna e presentire la Austria e la Francia. Il personaggio marcante disse: questo è il voto degli italiani che conosco e, siatene persuaso, potrei aggiungere altre cose, ma non è il tempo . Saint Marsali disse che non dubitava di Roma e di Savoia al più presto insorte e che lo masse inerti non erano ostacolo per gli attivi, che un colon­nello italiano con cento altri rifugiati erano già partiti per Marsilia per sbarcare ove sarà più a proposito in Italia .
Cifra Berlinghieri (da Parigi, febbraio 31): Lafayette ha detto l'altra sera nella sua conversazione che aveva buonissime notizie di vicini torbidi generali dai suoi emissari all'estero; da Genova però si mandava che non vi era da fare nulla e di Toscana non aveva ancora lettere dal suo inviato. Altra persona però mi ha detto aver veduto scritto dal signor Hubart in cui si dice essere la più grande agitazione in Toscana tutta. Visconti è partito questa notte (18) a Marsilia e ogni giorno altri italiani vi vanno ugualmente. Là decideranno ulteriori misure, qua essi dicono che vi sarà tra poco rivoluzione in Savoia, intervenzione di Frimont e guerra allora colla Fran­ca, cioè generale. È certo che una quantità di truppa è stata spedita verso Gre­noble, in conseguenza del quale accaduto fu ieri a tutti i ministri esteri spedita una circolare perchè sia scusato il meglio possibile. Nel decorso novembre si partì una tógata francese e fece due marce per andare ad occupare Tonno, condotta dai suoi ufficiali nella persuasione che gli austriaci, rotto il non intervento, avessero occu­pato quella capitale; per fortuna incontrò due ufficiali francesi che ne venivano e cono-8ciuta la falsità ritornò alla sua stazione. Il governo non ebbe notizia di questo movimento . (Segreteria Gabinetto, Appendice, filza 4).