Rassegna storica del Risorgimento

1831 ; TOSCANA ; COLLETTA PIETRO
anno <1935>   pagina <472>
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472 Ernesto Benedetto
Ces[ari]- Non vi sarebbe difficoltà che ai(parola illeggibile) uno comeriprometteste
26 febbraio - diciotto persone.
27 febbraio domenica M. Bonvet de Montesquieu.
28 febbraio - quattordici persone. Timore che Capponi sia espulso. 1 marzo Dodici persone.
È un'altalena di timori e di speranze. La guerra vuol dire lo sbarco dei fuorusciti e la rivoluzione in casa. L'intervento austriaco, consen­ziente la Francia, vuol dire il ritorno allo statu quo ante, con un'agera-vata tutela. C'è, nei conversari diplomatici, l'idea di una riunione della Romagna alla Toscana, desiderata da uomini del Governo delle Provincie insorte, considerata come opportuna da personaggi marcanti . Ecco la causa della preoccupazione assillante del Governo toscano di svalutare tutti i movimenti interni, di far risaltare la tranquillità del paese. È uno scrupolo continuo di tenersi buoni i bolognesi, gli altolocati liberali toscani, l'Ambasciata d'Austria ed il Governo di Parigi. Ma una decisione si impone urgente. Il popolo sta animandosi: contatti sempre più profondi si stabiliscono tra i fuorusciti italiani e la Toscana; tra la Toscana e la Romagna insorta. La miserevole politica del Ministero Lafìtte, oscillante tra la propaganda (per lo meno sincera) del Lafayette e la paura di una conflagrazione europea, proclamante dalla tribuna l'assoluta opposizione della Francia all'intervento e sconfessando, per mezzo degli ambasciatori, qualunque disturbo che fosse portato all'Europa in conseguenza della rivoluzione di luglio, x) creava diffi­denza in tutti i governi. Generale è la disistima verso la maggior parte dei componenti il Ministero francese.2) Appare evidente che la Francia è indifferente alle aspirazioni liberali degli italiani e ai principi stessi della rivoluzione di Luglio, unicamente preoccupata di contrastare il predominio politico austriaco in Italia.
È con vero sollievo che Fossombroni comunica al Granduca (9 marzo):
Una consolante comunicazione mi ha fatto Saurau, cioè che Mettermeli gli scrive essersi il Governo Francese adattato a riguardare l'intervento austriaco in Italia come non lesivo il principio di non intervenzione, onde i passi delli austriaci in Italia non sono più forieri di guerra..
l) M. CAPEFIGUE, L'Europe depuis Vavènement du Roi Louis Philippe, Bru­xelles, 1846, voi. VH, pag. 95.
*) Cifra da Parigi (Marzo 31) : Indecisione e connivenza a Parigi. Dati gli ordini per le frontiere. Il Re non volle coricarsi finché non ebbe risposta dai ministri che gli ordini erano eseguiti. Solo quello della marina esegui puntualmente Pare positivo che Talleyrand, Sebastiani, Lafitte e forse il Re colla Corte specolino alla Borsa con notizie false ufficiali . (Segreteria Gabinetto, Appendice, filza 4).