Rassegna storica del Risorgimento

1831 ; TOSCANA ; COLLETTA PIETRO
anno <1935>   pagina <475>
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La Toscana nel 1831 e gli ultimi giorni di Pietro Colletta 475
La notizia della intimazione di sfratto dovette diffondersi in Firenze fra gli amici ed ammiratori del generale con rapidità fulminea e provocare una ondata di commozione: il giorno 22, la polizia registra ventiquattro visitatori; il giorno 23 trentatre ! E gli appunti in stile telegrafico della Segreteria di Gabinetto sunteggiano i rapporti dello agente informatore che riferiva sulle manifestazioni di dolore, le discus-sioni e i progetti degli amici del generale:
Commiserazioni a Colletta. Commendatizie per lui. Va a Marsilia. Alessandro Ripari e Sinibaldo Norchi. Dolore di Capponi. Progetto udienza per salvare Colletta. Lagnatisi del Presidente.
Tra le note del 24 leggiamo: Colletta dice di non poter partire. Cinque giorni comporto . In quelle del 26 il comporto diventa di 12 giorni. Le condizioni di salute del generale hanno offerto una suffi­ciente giustificazione all'interessamento di amici influenti. Il 24 marzo Colletta scrive ringraziando a Lapo de' Ricci: 2> il mio esilio per lettere onestissime, gentilissime del cav. Ciantelli è stato prorogato di 12 giorni. Di questi benefici e dirò meglio di questa carità son debitore al Presidente del Buon Governo, ad altri altissimi personaggi ed a taluno che avendo voce piacevole presso costoro, egli l'ha impiegata a mio vantaggio (più che probabile allusione al de' Ricci stesso). II Colletta evidentemente stima prudente lasciar credere ch'egli ritenga la conces­sione dovuta, anche, alla generosa bontà del Presidente del Buon Governo. La proroga non elimina l'ordine di sfratto e si rinnovano da parte di Colletta pel tramite dei suoi amici le insistenze perchè l'ordine sia revocato. Evidente è l'impossibilità per il generale di partire date le sue condizioni di salute. Ma d'altra parte è volontà decisa del governo di distruggere la Società Colletta.
La Polizia segnala le riunioni in casa di Colletta colla cura e l'insi­stenza di chi tien d'occhio una banda di pericolosi rivoluzionari capaci di tutto.
H Gantelli, costretto a comunicare al Colletta (e l'avrà fatto natu­ralmente con stile untuoso) la concessione della proroga, inoltra al Granduca rapporti su rapporti dei suoi agenti che hanno spiato le conversazioni in casa del generale. E qui appare l'episodio forse più paz­zesco che mente di poliziotto austriacante abbia potuto immaginare. Ancora una volta si deve deplorare che di questa storia siano rimaste soltanto poche parole. Ciantelli accusa esplicitamente Gino Capponi
2) COLLETTA, Opere inedite e rare, Napoli, voi. II, pag. 363.